Fabrizio Ferrandelli, come annunciato, ha firmato la propria lettera di dimissioni dall’Ars che ha inoltrato via mail, stamani davanti ai giornalisti,  al presidente dell’Ars e al segretario generale.

L’esponente democratico palermitano, vicino all’area Renzi, ha presentato anche il progetto dei ‘Coraggiosi’ ribadendo che “oggi, la rottamazione, che si era fermata a Reggio Calabria, arriva anche in Sicilia. La rottamazione di una classe dirigente che non va cambiata, va superata”.

Ma l’ex deputato ne ha davvero per tutti a partire dal suo Pd, ‘un partito che si guarda l’ombelico. Un partito che governa da 6 anni e che parla di riforme senza mai averle fatte. Non si può fare in 6 giorni o 6 mesi quello che non si è fatto in sei anni’.

E non manca nemmeno il guanto di sfida al Movimento 5 Stelle: “invece di scrivere sul blog, i 14 cittadini grillini devono scrivere 14 lettere di dimissioni. Io, in questo momento, sono un cittadino davvero, loro sono cittadini onorevoli dell’Ars”.

Ferrandelli auspica una raffica di dimissioni “i 24 deputati Pd mi seguano. E soprattutto al mio posto non subentri nessuno. Sfidiamo l’Udc e l’Ncd: D’Alia e Alfano suggeriscano ai loro 14 deputati di lasciare. Siamo già a 52. Possiamo anche permetterci la defezione di qualche non coraggioso”.

“Siamo gli anti-gattopardi – dice presentando il progetto politico – ci rivolgiamo non al ceto politico ma ai 2 milioni e 600 mila siciliani che non votano più. La maggioranza. E quella maggioranza, con i coraggiosi, avrà la maggioranza nei Palazzi del Potere. Ai cervelli in fuga, diciamo: ci vuole più coraggio a restare qui e lottare per consentire a chi nasce qui, a chi vive qui, di avere le stesse opportunità che si hanno in Europa o negli Usa. Dateci una mano, anche da molto lontano”.

“In ballo, capite bene, – ha sottolineato Ferrandelli –  oggi non c’è il mio destino, e l’ho dimostrato con le dimissioni, ma quello dei siciliani. In ballo c’è il destino dei giovani siciliani. E io, a 34 anni, se non metto al primo posto loro, se invece di chiacchierare sulle presunte riforme, dico che c’è una e una sola cosa da fare, un unico punto programmatico “lavoro, lavoro, lavoro” non c’è poltrona che tenga“.