Un ciclo di seminari che racconta modalità eccentriche di utilizzare gli archivi audiovisivi, solitamente usati per conservare e preservare e per questo immaginati come luoghi polverosi.

Cinque appuntamenti che racconteranno e approfondiranno il mondo degli archivi audiovisivi. Cinque diverse esperienze, nuovi modi di sperimentare e sperimentarsi. E’ I.m.ide. Inquadrare l’Immaginario, rievocare la Memoria, negoziare l’IDEntità, organizzato nell’ambito dei laboratori didattici attivati dal Dipartimento di Scienze Umanistiche.

Per riscoprire il ruolo degli archivi audiovisivi è necessario un cambiamento di mentalità. “Il compito degli archivi audiovisivi non deve essere più solo quello di conservare e preservare – spiega il professore Alessandro de Filippo, docente di Storia e Critica del Cinema all’Università di Catania e promotore dell’iniziativa. E’ importante capire che sono fondamentali anche per il lavoro di ricerca, sono una miniera in cui si può, e si deve, scavare. Per uno studioso di Alberto Grifi, per esempio, la possibilità di vedere ore e ore di girato in più rispetto a quelle che lo spettatore guarda in sala è un’occasione unica per scoprire aspetti nuovi”.

E proprio di Alberto Grifi, primo regista a girare in video nel 1973, e del suo film “Anna”, si discuterà durante il primo incontro al Coro di Notte del Monastero dei Benedettini, venerdì 21 alle 10. Relatrice sarà Annamaria Licciardello, della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

“L’idea di archivio è legata a qualcosa di polveroso, a materiali inutili e dimenticati– continua De Filippo. Per renderlo innovativo è necessaria una conversione nei nuovi formati, riversamenti su nuovi supporti. Ma, soprattutto, l’archivio necessita di essere studiato”.

I prossimi incontri vedranno come ospiti Edoardo Morabito, regista del documentario “I fantasmi di San Berillo”, il Dirigente Responsabile della Film Commission, Pietro Di Miceli, il Direttore del Dipartimento del Turismo e dello Spettacolo, Alessandro Rais e lo storico del cinema siciliano, Sebastiano Gesù che discuteranno un modo curioso di utilizzare gli archivi audiovisivi e presenteranno un ‘app’ che punta a valorizzare i luoghi cinematografici della Sicilia.

E ancora Helnz Hermanns, fondatore e direttore artistico dell’Interfilm Festival Berlin, che da trenta anni punta su opere sperimentali in cui vengono utilizzati più linguaggi possibili e da cui è nato un vero e proprio archivio di film sempre in evoluzione.

Protagonisti dell’ultimo incontro in programma saranno due ex studenti catanesi, Ivano Lollo che oggi fa parte del laboratorio “L’immagine ritrovata” e che parlerà di Home Movies Archivio Storico del Cinema Familiare e Amatoriale, e Marzia Toscano, regista del documentario sul cinema amatoriale di Mauro Mingardi, che si è occupato sia di cinema professionale che di quello familiare.

Un ciclo di seminari che mette in risalto lo sforzo e il lavoro costante del Dipartimento di Scienze Umanistiche. Lavoro messo a disposizione di tanti studiosi di storia e sociologia, di lingua e antropologia, di media e linguaggi audiovisivi, di architettura e urbanistica. Un piccolo contributo che può essere l’inizio di qualcosa di importante e innovativo.