Sfiducia con tutte le incognite ed i rischi legati ad una possibile bocciatura, oppure rimpasto nominando assessori nuovi ma lasciandosi dietro un forte malcontento che gli elettori caricherebbero per intero al Pd?

E’ l’interrogativo che serpeggia dentro il partito democratico che oggi riunisce il gruppo per discutere della situazione politica regionale. non è una riunione rose e fiori visto che le posizioni interne sono tante, forse troppe.

La riunione del gruppo all’Ars è soltanto un passaggio che non sarà dirimente. Le vere scelte dovrà farle la direzione del partito che è convocata per sabato. in quella occasione ci si aspetta qualcosa di più concreto, una decisione finalmente in un senso o nell’altro: difendere fino alla fine Crocetta o mollarlo senza infingimenti e finte pacificazioni.

Ma anche se il Pd è il primo partito di questa maggioranza, non è l’unico e soprattutto non è l’unico spaccato. Il capogruppo dell’Udc all’Ars, Mimmo Turano, ha convocato per domani pomeriggio, a Palazzo del Normanni,  il gruppo parlamentare con  all’ordine del giorno la delicata situazione politica regionale. Interverranno il presidente nazionale del partito, Gianpiero D’Alia, il segretario regionale designato Gianluca Micciché e i due assessori espressione dei centristi. L’incontro servirà anche a preparare il comitato regionale del partito, che dovrà ratificare la nomina di Micciché a segretario.

I centristi tentano di riposizionarsi dopo aver messo Pistorio sulla poltrona di assessore. lo scontro Palermo Roma non fa bene alla loro politica e tentano di ricondurlo dentro un alveo di trattativa. Per questo cercano di spegnere la polemica sulla finanziaria impallinata da Roma. “L’intervento del sottosegretario Bressa  è estremamente importante perché sgombra il campo da interpretazioni distorte di un ordinaria dialettica interna agli uffici dell’amministrazione dello Stato – dice l’ex Ministro Gianpiero D’Alia – chiarendo esattamente i termini della questione. Dimostra anche come la strada intrapresa della collaborazione tra governo regionale e nazionale sia l’unica percorribile e che potrà dare buoni frutti”. Lui, in fondo, è anche presidente della bicamerale per le questioni regionali  e rischia qualcosa in più degli altri sul fronte elettorale se tutto precipita, ma la smentita del sottosegretario per gli affari regionali circa una presunta bocciatura della legge di stabilità della Regione siciliana non è credibile per chi abbia letto almeno un terzo delle contestazioni romane.

Venerdì ad Enna, invece, il giorno prima della direzione Pd, si riunirà anche la direzione regionale di Sicilia democratica. Il peso nella maggioranza è diverso, si tratta di 5 deputati ma appartenenti a quella schiera di una dozzina che fino ad ora sembra rimasta al fianco di Crocetta. Ma anche Sd è spaccata. A sancire quella spaccatura il fatto che ieri a Palermo al convegno sul pensiero politico del compianto  Lino Leanza non c’era nessuno proveniente dalle province orientali’ dell’isola. Una scelta di natura prettamente politica in polemica con la questione palermocentrica del gruppo e del movimento. tutto il gruppo di Leanza considera l’eredità politica come ‘una cosa propria’ e non accetta le interpretazioni che se ne fanno al gruppo. insomma Sd sta perdendo la base e l’identità territoriale e rischia, in caso di elezioni, di sparire del tutto. Per questo i deputati si tengono stretti a Crocetta mentre l’area più orientale punta al territorio. Venerdì’ ad Enna sarà scontro.

Fra le forze più piccole tentenna anche il Pdr che lascia il ruolo di fedelissimi ad ogni costo ai 5 di Sd e comincia a mostrarsi critico ma con parsimonia. Lo fa con un documento che definisce politico, sulla crisi. “La deriva del dibattito politico degli ultimi mesi offre una rappresentazione eloquente delle difficoltà che incontra il Governo Crocetta nei rapporti con la sua maggioranza – dice senza mezzi termini -. La difficoltà di interlocuzione propositiva tra il Governo e coloro che lo sostengono anche in Parlamento; la difficoltà di dialogo tra i partiti e i movimenti alleati che non permette di trovare una sintesi capace di dare lo slancio necessario per avviare una fertile stagione di riforme; la difficoltà, perfino, di affrontare e risolvere questioni di estrema urgenza e interesse come, per esempio, la riforma delle Province. Tutto ciò aggravato dal fatto che si offre ai siciliani, sempre più stanchi e preoccupati per il loro futuro non certo roseo, una immagine di una classe politica dirigente rissosa e inconcludente”.

“In queste condizioni – scrivono dal Pdr – appare difficile, se non disperato, il tentativo di interloquire autorevolmente con il Governo Nazionale per ottenere non solo quanto vantiamo come credito certo ed esigibile, ma anche un supplemento solidale di attenzione che ci dia gli strumenti per avviare, finalmente, le politiche di sviluppo. Sarebbe troppo semplice e riduttivo, perciò, addebitare esclusive responsabilità ad un unico soggetto, per quanto autorevole, del Governo Regionale o del Governo Nazionale. Ci permettiamo di richiamare le responsabilità dei nostri alleati e del Governo Regionale con in testa il Presidente Crocetta. A lui ci permettiamo di consigliare di evitare per il futuro incaute  dichiarazioni e di “sotterrare la spada e indossare il saio” perché questo è tempo sì di guerra, ma non di guerra personale di dubbio gusto o di partito ma di guerra alla povertà, al degrado e alla fame”.

Il fritto misto è pronto ed in questo clima, mentre ancora si attendono i ‘giorni sabatici’ presi dall’assessore Borsellino per confermare le sue dimissioni, si parla già di un altro addio: quello di Linda Vancheri. Voci identiche a quelle già circolate in altre occasioni parlano di motivi personali ma la scelta dei tempi direbbe altro. ma al momento restano solo e soltanto voci.