Il noto critico d’arte Philippe Daverio ha visitato ieri pomeriggio “Via crucis la pasión de Cristo”, la mostra di Fernando Botero, esposta a Palazzo Reale di Palermo.

Daverio non ha perso l’occasione di apprezzare anche le bellezze del Palazzo, accompagnato dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e dal direttore generale della Fondazione Federico II Francesco Forgione. “Credo – ha detto Daverio – che ‎il successo di pubblico di questa mostra sia dovuto a diverse componenti: innanzitutto alla grandezza di Botero ma anche al tema affrontato. Ci troviamo di fronte non solo ad un’esposizione di opere ma anche ad un racconto, una narrazione, la Via Crucis, che interessa un pubblico ancora più vasto, che tocca i sentimenti. Ospitarla in questo Palazzo, che definirei mitico, certamente aiuta a rendere il tutto ulteriormente forte”.

“Ritengo inoltre – ha aggiunto Daverio – che in Sicilia nel bene e nel male siete rimasti un po’ ispanici. È una mostra dove troviamo la passione e l’estetica, quella del sovrappeso. Il sovrappeso in Sicilia fa simpatia. Basta andare una domenica in spiaggia a Mondello per comprendere subito le ragioni”.

Poi Daverio si è soffermato sui temi del marketing culturale: “la Sicilia è grande come la Svizzera, ma tra Basilea, Lugano e Ginevra si tengono tante mostre. Qui, nonostante il patrimonio in possesso, se ne fanno poche. C’ è un potenziale non sfruttato e una proposta tutta da inventare”.

Infine un’analisi sulla tipologia di pubblico che visita Palazzo Reale: “Quanti siciliani visitano il Palazzo? Scommetto che qui l’80 per cento dei visitatori è straniero. Dovrebbe essere l’esatto contrario, come accade altrove”.