L’attenzione della stampa lo sorprende ancora. Si presenta con una vigorosa stretta di mano, ti sorride, e nei suoi occhi scorgi la concentrazione su mille progetti futuri.
Un sogno, quello di fare l’attore, coltivato sin da bambino e adesso trasformatosi in realtà, con un grande riconoscimento, il premio Mastroianni conferitogli alla 69° Mostra del Cinema di Venezia.

Fabrizio Falco, 24enne, messinese di nascita ma palermitano di adozione, commenta la sua esperienza a Venezia dicendo: “Meglio di così non poteva andare”.
Presente con due dei film italiani in concorso, è Tancredi in È stato il figlio di Daniele Ciprì e Pipino in Bella addormentata di Marco Bellocchio, Fabrizio Falco ha dedicato il suo premio “ai giovani attori che credono in questo mestiere e vogliono farlo con dedizione e pazienza, per raggiungere risultati di qualità”.

La giuria è stata conquistata dalle sue capacità interpretative. Due ruoli molto diversi che Falco ha saputo portare sullo schermo nella loro essenzialità, senza sovrastrutture. Due interiorità complesse e tenebrose: Tancredi è il figlio remissivo e succube di una famiglia siciliana dove l’ambizione alla ricchezza diventa motore di distruzione; Pipino il manifestante laico che non esita a ricorrere a metodi forti per imporre le proprie idee in merito al dilemma vita/morte.

Eppure Fabrizio, mamma insegnante e papà grafico, quasi non crede di essere stato a Venezia. “È tutto così grande – commenta a BlogSicilia – e ritengo di essere stato molto fortunato a partecipare a due pellicole di due grandi registi”.

E poi racconta di quel desiderio di recitare davanti alla macchina da presa, tenacemente perseguito, a partire dal palcoscenico, sin dall’età di 14 anni. Dopo essere stato tenuto a battesimo artistico da Maurizio Spicuzza, sono stati decine i copioni imparati a memoria, le parti interpretate, gli abiti di scena indossati. Sino alla notizia più bella: l’ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Ancora teatro, con due mostri sacri del settore, Carlo Cecchi e Luca Ronconi.

Poi, il provino con Ciprì, anzi “i provini”. Ha dovuto sostenerne tre, perché, come ha confermato Ciprì: “Tancredi era e non era lui. A volte credevo che lo fosse, altre no”.
Essere premiati al debutto cinematografico comporta un carico non indifferente di aspettative, da parte del pubblico e della critica. Fabrizio non si lascia intimidire: “Con impegno e sacrificio – dice – si può riuscire a far bene tutto”.

E non ha infatti avuto difficoltà sul set delle due pellicole, sebbene interpretare quei ruoli sia stato tutt’altro che facile: “Soprattutto per Tancredi di È stato il figlio – spiega – ho dovuto quasi estraniarmi da me stesso. Lui è molto dimesso e silenzioso, l’esatto opposto di Fabrizio. Ho capito che ci accomunava qualche atteggiamento fisico, da questi elementi sono partito per costruire il mio personaggio”.

Tra il teatro e nuovi provini, Fabrizio Falco ci svela uno dei suoi molti desideri: “Lavorare in Italia con Matteo Garrone e all’estero con David Lynch, il mio regista preferito, nessuno come lui è folle e visionario”.