L’allure di Valentino, la classe di Chanel, lo stile di Ungaro. Le convenzioni ci inducono a pensare che moda sia solo l’interpretazione del lusso, secondo le regole del mondo mediatico. Un’associazione di volontariato palermitana rompe però questi schemi, reinterpretando l’eleganza in passerella. Per una volta, non sfileranno i capi di stilisti più o meno noti, ma gli abiti usati e regalati per beneficenza. Il defilè dell’usato avrà luogo a Villa Pantelleria (in vicolo Pantelleria) a Palermo, stasera.

Il primo appuntamento, nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di Sant’Ernesto, è stato un grande successo. Tutto si mescola, nelle sfilate dell’usato, tutto viene valorizzato.
“Il vestito a noi donato – dichiara Aurora Amodio – deve essere bello stirato, non un capo da buttare ma gioia da indossare. Tu lo togli io lo metto e c’è pure questo detto: non è pane non è vino ma un grazioso vestitino. Nel mondo anche di questo c’è bisogno, noi felici lo indossiamo e col cuore ringraziamo”.
Per l’organizzazione dell’evento l’associazione Madre Serafina Farolfi ha ricevuto il contributo del Rotary club Palermo sud, di Villa Pantelleria, del parroco di Sant’Ippolito don Salvatore Pagano, del Parroco di Sant’Ernesto don Carmelo Vicari e di don Giuseppe Civiletto che nel 1998 ha dato inizio e sostenuto l’opera dell’Associazione nel quartiere Capo.
L’Associazione Madre Serafina Farolfi opera infatti dal 1997 su due fronti (come evidenziato dal suo logo): due mani unite che si stringono, simbolo delle due opere dell’associazione, una rivolta ai bambini e alle famiglie degenti presso gli ospedali Di Cristina e Civico con le case alloggio, l’altra rivolta ai bambini del quartiere Capo e alle loro famiglie, accolti presso il Centro Filippone.

“Con l’occasione – aggiunge Amodio – vorremmo sensibilizzare l’opinione pubblica anche sul fatto che il 30 giugno si è concluso il progetto approvato con la legge 285 del 97 e il Centro Filippone si trova a gestire i servizi senza alcun fondo anche se i suddetti servizi verranno garantiti agli utenti in forma del tutto volontaria”.

fol