E’ stata rinviata al prossimo tre dicembre l’udienza di rinvio a giudizio di Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio Loris.
Il gup ha accettato la richiesta dell’avvocato Francesco Villardita.

Il giudice ha ammesso come parti civili il papà di Loris e i nonni paterni.

“L’integrazione della consulenza medico-legale depositata al gup riguarda le fascette ai polsi”.

Lo ha precisato il sostituto procuratore Marco Rota dopo il rinvio al tre dicembre prossimo dell’udienza preliminare su Veronica Panarello. Il magistrato non ha voluto aggiungere altro.

Così come il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, che lapidario ha detto: “oggi non è la giornata per parlare con una udienza preliminare che non si è ancora conclusa”.

“Noi cerchiamo la verità nel processo” – ha detto l’avvocato Daniele Scrofani, che assiste il papà e la nonna di Loris, Davide Stival e Pina Aprile.

Il penalista ha sottolineato che la Procura ha depositato un’integrazione della consulenza medico-legale, nuove perizie sull’allineamento delle telecamere e altri verbali tecnici. La decisione del gup non sospende i termini di custodia cautelare ma Veronica Panarello resta in carcere.

Veronica Panarello è la mamma del piccolo Loris assassinato a Santa Croce Camerina in Provincia di Ragusa il 29 novembre 2014, ormai quasi un anno fa. Dapprima ha negato, ma nelle ultime settimane ha cambiato versione parlando di un incidente.

Martedì scorso Veronica Panarello, accompagnata dal legale di fiducia, dalla polizia, dai carabinieri e dagli agenti della penitenziaria, aveva fatto un nuovo sopralluogo nella zona in cui ha ammesso di avere gettato lo zainetto di Loris, quello giallo e blu, di cui la donna voleva disfarsi.

La donna a bordo di un’auto della polizia, aveva ripercorso la strada fatta per recarsi al castello di Donnafugata dove doveva partecipare ad un corso dimostrativo di cucina. Lo zaino non era stato ancora trovato e gli investigatori, faranno nuovi sopralluoghi anche con ausilio di mezzi e tecniche speciali.

Ai pm che l’hanno nuovamente sentita, Veronica, ha raccontato di essere rientrata e di avere scoperto il bambino esanime in casa e che dopo avere tentato di rianimare Loris sarebbe ‘stata presa dal panico’ e avrebbe ‘inscenato l’omicidio’. Poi avrebbe portato il cadavere nel canalone, luogo in cui è stato ritrovato il corpo senza vita del bambino.

Dalla deposizione della donna sono emersi anche altri particolari sul ritrovamento, quella mattina del 29 novembre 2014, del figlio Loris.

“Era in piedi, con il busto reclinato in avanti e la mani poggiate sul petto, ho pensato che avesse difficoltà a respirare per avere ingerito qualcosa che gli era andato di traverso”.

Quello che ha raccontato da subito non era frutto di fantasia – ha detto la mamma di Loris ai magistrati ma “ciò che ho sempre ritenuto fosse accaduto”, spiegando di “avere preso coscienza dei fatti sin dallo scorso mese di luglio”.

E, cioè, che lei a scuola non Loris non lo aveva portato. E da quando ha realizzato quello che era veramente successo, di fronte alla visione della verità dei fatti, ha “patito un peso enorme di cui volevo assolutamente liberarmi”.