Come una canzone del Liga: ‘Niente paura’. Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro di Matteo Renzi sgombra il campo da ogni turbamento e a Catania, quando i giornalisti gli chiedono se fosse perplesso sulla possibile avanzata di Grillo in Sicilia ribatte: “Io non sono preoccupato di nessuno, noi facciamo il nostro lavoro”.

Un po’ il prosieguo di quanto aveva dichiarato ieri, appena sbarcato a Fontanarossa, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti rimarcando il senso di una visita siciliana che serviva a promuovere l’azione del Governo e ad invitare al buon uso dei fondi europei in Sicilia.

E non sarà un caso, quindi, se anche stamani un altro rappresentante dell’esecutivo nazionale affronta la questione delle risorse Ue nell’Isola:  “La Sicilia poteva sfruttare molto meglio i fondi comunitari – dice Delrio – sono sicuro che li sfrutteremo meglio anche se dobbiamo recuperare un ritardo che nonostante gli sforzi dei miei predecessori, di Barca e di Trigilia, è un ritardo ancora pesante, molto pesante e per questo io sarò spesso in Sicilia”.

E come Poletti (anche questo non sarà un caso) pure il sottosegretario alla presidenza ha riproposto il tema del piano ‘Garanzia Giovani’ che dovrebbe contribuire a risolvere il problema della disoccupazione giovanile.

Nella nuova sede dell’acceleratore Working Capital di Telecom Italia, accolto fra gli altri dal sindaco di Catania, Enzo Bianco,  Graziano Delrio rilancia l’appello a “considerare l’Europa la nostra casa, il nostro destino” e sferza l’euroscetticismo che dilaga perlopiù fra alcune forze dell’opposizione e il rischio di un astensionismo che minaccerebbe l’imminente tornata elettorale.

“Non curiamoci delle chiacchiere di cortile – dice – pensiamo in grande, abbiamo bisogno di Stati Uniti d’Europa, di difesa unica comune, di sistemi bancari che hanno le stesse regole”.

Delrio oggi seguirà i lavori di una riunione straordinaria della giunta comunale di Catania, poi la partecipazione ad alcuni appuntamenti elettorali in Sicilia Occidentale.

Insomma proprio come Poletti e Andrea Orlando o quasi come Boschi, Alfano e Pinotti, tutti ministri sbarcati in pochi giorni in Sicilia per sottolineare l’azione condotta dal governo targato Matteo Renzi. Certo, non sarà un caso, se c’è anche una campagna elettorale agli sgoccioli…