Traffico impazzito, divieti di sosta e agenti in assetto anti sommossa fuori, folla oceanica, jeangles per dividere gli interventi e orologio digitale per misurarli dentro. E’ Sicilia 2.0 la Leopolda isolana che ha preso il via stamani nelle ex officine Sandron a due passi dall’aula bunker del carcere Ucciardone a Palermo. Un evento di enormi proporzioni al quale è già presente il sottosegretario Graziano Delrio ma ci sono tutti i big nazionali del pd compreso il vice segretario Lorenzo Guerini, assente solo il Premier Mattero Renzi.

Il palco è tutto per l’anima dell’evento Davide Faraone per il quale è il momento di ripensare il mezzogiorno così come il nuovo Pd.

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“C’è chi frena perché abbiamo una classe dirigente abituata a perdere, ha detto aprendo i lavori. Ora dobbiamo avere il coraggio di puntare su un modello di cambiamento vero, non dobbiamo avere paura altrimenti rischiamo di restare marginali”. Poi l’affondo nei confronti del governo della Regione “Oggi la vera omertà – ha aggiunto – è quella di chi manda tutto in Procura, perché se mandi tutto e’ come se non mandasse nulla. E’ l’antimafia dell’ al lupo al lupo”.

Ma sempre dalla Leopolda arriva la risposta del governatore Crocetta  “Non è antimafia di comodo quella di chi ci mette la faccia e presenta pubbliche denunce. Chi amministra ha l’obbligo di farlo, altrimenti commette un reato. Abbiamo recuperato i soldi per i giovani e per la sanità togliendoli ai corrotti”.

E il governatore ne approfitta anche per difendere la sanità siciliana e l’assessore Borsellino, lungamente applaudita dal popolo renziano. Ma non basta. Lei stessa a margine della sua partecipazione a Sicilia 2.0 conferma che presto staccherà la spina a questa esperienza ma sarà solo lei a decidere e comunicare quando, non si farà tirare per la giacca come sta avvenendo da qualche settimana.

Non è tempo di polemiche ma di guardare oltre lo schieramento tradizionale ha detto invece il sottosegretario Graziano Delrio, l’uomo plenipotenziario di Renzi che ha in mano le sorti della Sicilia e del suo governo. “Il Pd è un partito grande che ospita tante culture e persone. E’ un campo molto ampio. E’ giusto ascoltare e avere il contributo di quante piu’ persone possibile. E’ un grande partito nazionale popolare”

“Pur non conoscendo nel dettaglio la situazione siciliana – ha proseguito – credo sia una scelta opportuna avere tanti contributi da tante culture diverse. E’ responsabilità dei dirigenti regionali. Sono sicuro vigileranno perche’ le cose si svolgano in maniera corretta e vi sia un grande presidio sulla legalita’. Sono scelte che il Pd ha fatto in maniera decisa e irreversibile. Non sono preoccupato. Ho fiducia nei dirigenti regionali”.

Ma a rubare la scena a tutti ci ha pensato Giuseppe Cimarosa, 32enne figlio della cugina di primo grado di Matteo Messina Denaro, ultimo storico capomafia latitante di Cosa nostra salito sul palco a ripudiare la sua ‘storia di famiglia’. Una scelta dettata dalla volontà del ragazzo di prendere ancora una volta pubblicamente le distanze da quell’ingombrante parentela, e urlare a gran voce il proprio disgusto nei confronti della mafia.

“E’ successo qualcosa che non ho deciso io – ha detto -, ovvero un legame di parentela mi reca problemi da anni. Io vivo a Castelvetrano, e sono sempre stato lontano dalla mafia. Malgrado mio padre sia stato arrestato per collusione, non è mai stato un mafioso nell’anima e mi ha sempre tenuto distante da quel contesto, così come ha fatto con mio fratello. L’inizio della collaborazione di mio padre è qualcosa che ho sempre desiderato, per me e per tutti. Ho sposato la sua scelta, e ho deciso di aiutarlo. Ho pensato quindi che la mia storia, per quanto semplice, era molto potente per il fatto che ho questo legame di parentela con il boss. E il messaggio dovrebbe essere universale e forte: non avere paura”.

Mentre dentro si sviluppava il dibattito fuori le contestazioni ad iniziare dai dipendenti di Almaviva 1500 ormai quasi licenziati che chiedono attenzione alle istituzioni, ma non soltanto loro. A manifestare ci sono anche i vigili del fuoco precari. Gli agenti anti sommossa cozzano con il principio di democrazia sbandierato all’interno delle officine Sandron così Delrio decide di incontrare una delegazione dei manifestanti.

“Abbiamo chiesto al sottosegretario Graziano Delrio di riattivare il tavolo su Almaviva al ministero per lo sviluppo economico per affrontare la vertenza. L’ultima convocazione è vecchia di oltre un mese – fa sapere Rosalba Vella, della Slc Cgil – Delrio ha detto che ci darà presto una risposta, per approfondire anche l’argomento delle ispezioni ai committenti che hanno delocalizzato il traffico all’estero, per fare partire le sanzioni”.

A riportare tutti con i piedi per terra ci pensa il segretario regionale del Pd Fausto Raciti “In Sicilia dobbiamo prima di tutto pensare alla questione della manovra finanziaria e del contributo che il governo nazionale vorrà dare per far ripartire quest’isola

Proprio su questo tema ieri sera Delrio ha incontrato a sorpresa Crocetta e buona parte della giunta. Un incontro positivo secondo il governatore ma sul quale lo stesso Delrio praticamente non si è espresso se non per slogan.

La Leopolda siciliana continua con interventi di eurodeputati, parlamentari, sindaci, rettori, imprenditori, intellettuali, artisti e personaggi dello sport come il patron del Palermo calcio Maurizio Zamparini fra i primi ad intervenire.