Una serata evento, quella in programma al Feudo Vagliasindi a Randazzo, nel cuore del vulcano, l’Etna, dove tra suoni antichi, magiche atmosfere, responsi sibillini e degustazione di vini verrà presentato il libro “Dioniso nei frammenti dello specchio, l’opera alchemica, i misteri del mondo antico, l’amore come ricerca del sé” di Alessandro Orlandi, scrittore, saggista, editore.

A dialogare con l’autore saranno Paolo Manganaro, professore ordinario Università Studi Catania, lo storico Mario Braibanti, il maestro liutaio Giuseppe Severini, la sibilla Veronikque Luce e  la giornalista Letizia Carrara.

Non una semplice presentazione, ma una vera e propria immersione nel mito, in uno spettacolo suggestivo che attraversa il tempo per risalire alle origini profonde della nostra civiltà, laddove ognuno può ricercare la propria risposta.

Seguirà inoltre un aperitivo al buffet, con degustazione di vini e prodotti tipici dell’Etna, accompagnato dalle note di Alfredo Longo e Simona Grancagnolo.

“Dioniso, nei frammenti dello specchio” è un saggio che accompagna il lettore lungo quattro differenti percorsi: il cammino di consapevolezza, che Jung chiamava “Processo di Individuazione del Sé”; i misteri del mondo antico, in particolare quelli di Dioniso; l’Opera alchemica, rappresentata simbolicamente dalla trasformazione del piombo in oro; l’amore, concepito come forza creativa che ha il potere di trasformare sia noi che il mondo.

Attraverso l’Alchimia, i miti e i Misteri del mondo antico, la tragedia greca e la catarsi, il simbolismo del serpente e l’opposizione tra tempo sacro e profano, i riti iniziatici e il passaggio attraverso il mondo dei morti, l’uomo viene condotto nel labirinto, verso l’incontro e il combattimento con l’Ombra che attende chiunque cerchi se stesso. Allo stesso modo Dioniso viene fatto a pezzi e divorato dai Titani mentre si contempla in uno specchio, per poi rinascere dal proprio cuore.

Ogni uomo alla ricerca di se stesso potrà scorgere il proprio riflesso in questo splendido arazzo, intessuto di miti, di fiabe, di allegorie e di misteri.

“Può il rapporto tra un uomo e una donna, effimero e caduco com’è configurarsi come ricerca dell’immortalità e dell’eternità? – si chiede Alessandro Orlandi – e viceversa, può la ricerca dell’Assoluto e dei valori dello Spirito condurci a fare fino in fondo i conti con le ragioni del corpo e con gli istinti ed essere compatibile con un amore passionale travolgente?”.

“La civiltà occidentale sta attraversando una crisi spirituale senza precedenti – commenta Orlandi – mai come ora è stato difficile scorgere un significato profondo nella vita delle persone, afflitti come siamo da una sostanziale assenza di “visione”, dall’incapacità di proiettarci collettivamente nel futuro con un intento comune. Si è indebolito il nostro rapporto con le radici da cui trae origine e senso la cultura occidentale: la saggezza dell’antica Grecia e la tradizione giudaico – cristiana”.“ Abbiamo inoltre assistito al tramonto dei modelli di trasformazione che hanno guidato le generazioni precedenti – prosegue – Il progresso tecnologico, che avrebbe dovuto affrancare l’uomo dalla schiavitù del lavoro, e le utopie socialiste sembrano aver fallito i loro traguardi”.

“Nelle tradizioni, nelle fiabe e nelle leggende del passato lontano sono depositati tesori nascosti e, forse, la chiave che può aprire le porte del futuro, restituendoci la perduta capacità di “visione” – conclude – anche nell’iniziazione ai misteri delle grandi religioni di ogni epoca la meta ultima è “riunire ciò che è disperso”, conciliare gli opposti che si combattono nell’anima, l’integrazione del lato infero e bestiale dell’uomo con gli aspetti sublimi dell’essere, il raggiungimento di una condizione prossima all’immortalità: il riscatto e la liberazione della scintilla divina che abita in noi”.