Giornata di mobilitazione a Palermo. Attese in piazza migliaia di persone, pronte a protestare contro l’immobilismo della pubblica amministrazione. I dipendenti regionali e degli enti collegati dalle 9,30 sono a Palazzo d’Orleans per il sit-in organizzato da CobasCodir e Sadirs.

In presidio anche i dipendenti pubblici che si sono dati appuntamento alla stessa ora in via Notarbartolo, davanti la sede dell’assessorato all’Economia rispondendo all’invito di fare fronte comune pervenuto da Cgil, Cisl e UIl che denunciano “gli effetti nefasti della finanziaria regionale sul comparto pubblico determinati dalla inadeguata gestione politica del Governo regionale che ha trovato conferma nella devastante impugnativa del Commissario dello Stato.
Un’ampia platea di lavoratori del pubblico impiego, che va dai dipendenti regionali a quelli degli enti collegati, dai dipendenti di comuni e province fino ai precari e ai dipendenti delle società, rischia non solo di percepire con forte ritardo gli stipendi ma in molti enti vede fortemente messa in discussione la possibilità di proseguire le attività lavorative e, quindi, il proprio diritto al lavoro finalizzato a garantire servizi ai cittadini.

A questo quadro così preoccupante – scrivono Cgil, Cisl e Uil – si contrappone l’azione del Governo regionale assolutamente inadeguata a fronteggiare tale situazione, il quale è stato capace soltanto di emanare, per mano del Ragioniere generale, direttive-bavaglio che pretendono di reprimere la libertà d’espressione dei lavoratori.

I tagli lineari previsti dal Governo sui vari capitoli di bilancio, che colpiscono gli enti locali ed i precari così come il salario accessorio dei dipendenti regionali, le risorse per gli Ispettori del Lavoro così come per il funzionamento delle Soprintendenze e dei Musei Regionali, i buoni pasto, le risorse destinate alle comunità alloggio dei disabili e per i ricoveri dei minori ecc, rischiano di colpire inevitabilmente, direttamente o indirettamente, cittadini e lavoratori, una categoria quest’ultima che in questi anni ha già dato, e abbondantemente.
Ad aggravare la situazione, anche le prevedibili fratture istituzionali che si sono create in questi giorni, tradotte in annunci, accuse e liti che hanno avuto l’unico effetto di provocare un nuovo ed inevitabile ritardo nell’individuazione di soluzioni adeguate ai gravi problemi collegati con l’erogazione degli stipendi ai lavoratori nell’immediato come in futuro.

Anche la stessa pubblicazione di una finanziaria devastata – concludono i sindacati – non scioglie i dubbi sul futuro di tanti lavoratori siciliani pubblici e privati, evidenziando in maniera definitiva l’inconsistenza della ‘rivoluzione’ più volte annunciata dal Presidente Crocetta che ormai dimostra il suo fallimento nell’intera compagine di governo che fino ad ora ha espresso soltanto provvedimenti privi di reale consistenza politica, con il solo obiettivo di massacrare e mettere alla gogna i lavoratori del pubblico impiego, a partire dai dipendenti dell’amministrazione regionale”.

Una maxi busta paga ma solo nel formato perché l’importo è di appena 992,08 euro, lo stipendio di un usciere della Regione. A mostrare la gigantografia, davanti la Presidenza della Regione, sono i dipendenti regionali. “Ecco la verita’ – dicono Marcello Minio e Dario Matranga del Cobas/Codir – E i dipendenti della Regione che guadagnano meno di mille euro al mese sono 5 mila“. Alcuni manifestanti ricordano le parole del governatore Rosario Crocetta, quando dichiarò di guadagnare meno di un usciere della Regione. “Guadagna almeno venti volte tanto”, affermano.

I 18 mila dipendenti regionali chiedono il rinnovo contrattuale almeno nella parte giuridica, la riorganizzazione degli uffici e lo ‘scongelamento’ delle quote di salario accessorio (Famp). Proprio stamattina hanno ricevuto l’accredito degli stipendi di gennaio, rimasti bloccati per giorni per i ritardi nella pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della manovra finanziaria, poi avvenuta venerdì scorso.