In Sicilia lavorano meno di due persone su 5 e per una di loro si tratta di lavoro nero, irregolare, precario o in forma alternative a quelle previste dai contratti di lavori. Un dato confrontabile solo con quello della Calabria che fa peggio ma davvero davvero di poco. Gli occupati in in Calabria sono il 39% mentre in Sicilia il 39,3%.

A fronte di questa situazione drammatica la Regione mostra un tasso di disoccupazione altissimo che si ferma al 21% e ne fa la terza Regione per disoccupati ma ancora più preoccupante il tasso degli scoraggiati ovvero coloro che non lavorano, non studiano e non cercano occupazione che vengono valutati nel 20% della popolazione attiva.

I dati sono dell’Istat e rappresentano uno spaccato che fa paura. L’intero 2013 è stato l’anno nero per l’occupazione ma il sud e la Sicilia hanno pagato il prezzo maggiore. E gennaio non fa differenza. Il trend di perdita di occupazione prosegue senza senza sosta.

Su base nazionale sono quasi mezzo milione gli occupati in meno nel 2013, 3,1 milioni di disoccupati in media d’anno e una disoccupazione giovanile al Sud che supera il 50%.

E i dati sul mercato del lavoro dell’Istat non segnalano un’inversione di tendenza nel 2014 con il tasso di disoccupazione a gennaio che vola al 12,9% e quasi 3,3 milioni di persone alla ricerca di impiego, il tasso dei senza lavoro è il più alto dall’inizio delle serie storiche mensili (2004) ma anche dalle trimestrali (1977). Cresce di 0,2 punti su dicembre e di 1,1 punti su gennaio 2013. I disoccupati registrati nel mese sono 3.293.000, piu’ che raddoppiati rispetto a gennaio 2007 (1.513.000). Il tasso di occupazione scende al 55,3%. I posti persi rispetto a gennaio 2012 sono 330.000. Per i giovani la disoccupazione vola al 42,4%.

Dunque il 2013 si conferma essere il peggiore anno dall’inizio della crisi, almeno fino ad ora con gli occupati che sono diminuiti di 487.000 unita’ rispetto al 2012 (-2,1%), dato peggiore anche del 2009. Cala soprattutto l’occupazione maschile (-350.000) mentre l’occupazione femminile scende dell’1,4% (-128.000 unita’). Tra il 2008 e il 2013, in media annua, si sono persi quasi un milione di posti di lavoro (984.000).

Va sempre peggio per i giovani con  un calo degli occupati  che si attesta sui 482.000 occupati in meno tra i 15 e i 34 anni e 235.000 in meno tra i 35 e i 49 anni mentre la fascia più anziana guadagna terreno con 239.000 over 50.

Il tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni arriva al 40% con un picco del 51,6% nel Sud (53,7% le giovani donne nel Sud).

Sempre peggio per il sud dova la disoccupazione ha raggiunto il 19,7% mentre nel Nord è all’8,4% (10,9% al Centro). Il tasso di disoccupazione ha ampiamente sforato il 20% in Calabria (22,2%), Campania (21,5%) e Sicilia (21%) mentre è al 5,5% in Trentino e all’8,1% in Lombardia.