La situazione delle strade siciliane non è più gestibile. per far fronte ai cedimenti, crolli, frane e così via serve un grande piano straordinario di interventi e manutenzioni che impegni risorse per i prossimi dieci anni.

Per questo la Sicilia sembra sia pronta a presentare il conto all’Anas attraverso il Ministero delle Infrastrutture ed alla protezione civile. E’ quello che pensa l’assessore regionale alle infrastrutture  Giovanni Pizzo che ha affrontato il tema durante gli stati generali dell’edilizia. Il problema è che a parte l’autostrada A19, lunga 192 chilometri e investita dai noti problemi di viabilità,  ci sono altri 3700 chilometri di strade statali gestite dall’Anas che sono dissestaste

“Abbiamo chiesto un confronto con il Ministro Delrio – dice  l’assessore Pizzo – certamente l’Anas a cui appartiene l’A19 o il Cas che gestisce l’A18 non hanno investito sulla manutenzione straordinaria in questi anni. Hanno investito in nuove opere, soprattutto l’Anas con l’Agrigento-Caltanissetta e con la Palermo-Agrigento ma non sono stati fatti investimenti in manutenzione straordinaria. In tutto il Paese è la stessa storia perchè le leggi obiettivo promuovono nuove opere non la manutenzione”.

L’Anas in Sicilia ha 4 mila chilometri di strade, le Province hanno costruito 14 mila chilometri di strade, tutto questo ha generato un patrimonio che è difficile mantenere e bisogna fare delle scelte, certe volte anche impopolari. “Oggi, comunque, c’è una inversione di tendenza – conclude Pizzo – che ha già portato ad un piano triennale da quando si è insediato Delrio, puntando più alla manutenzione straordinaria del patrimonio infrastrutturale del Paese ed è un ragionamento corretto quando non si hanno molti soldi. Ma non basta”.