Il ddl sugli ecoreati incassa il voto favorevole del Senato (170 sì, 20 no e 21 astenuti) ed è legge, ma risparmia la tecnica dell’airgun per le ricerche petrolifere che non rientra più nella lista dei reati contro l’ambiente. Palazzo Madama accoglie, in quarta lettura, le modifiche apportate alla Camera dove, per l’appunto, l’airgun era stato stralciato dall’elenco dei reati ambientali.

L’emendamento che inseriva questa tecnica di ricerca del petrolio fra le misure illegali, come si ricorderà, era stato promosso in particolare dal senatore  Giuseppe Compagnone (Gal) ed era passato dopo una complessa votazione del Senato che aveva visto il governo andare sotto per un paio di volte.

Il passaggio alla Camera ha ribaltato tutto ed innescato un dibattito nel mondo ambientalista. Gli M5S, che a Palazzo Madama avevano appoggiato l’emendamento di Compagnone, adesso hanno preferito astenersi pur di vedere approvato di ddl che introduce per la prima volta i reati contro l’ambiente. E’ opinione diffusa fra i grillini che il balletto fra le due camere (con un eventuale ritorno a Montecitorio) avrebbe potuto compromettere l’intero tema degli ecoreati, parcheggiandolo ancora.

Così, nonostante qualche mugugno, è passata la linea (del compromesso) che ha visto il M5S spettatore nonostante il ddl non contenga il divieto di impiego dell’airgun. Sulla questione è intervenuto lo stesso Grillo, mentre si registrano i mugugni del verde Angelo Bonelli al quale non è andata giù la decisione dei pentastellati.

La questione sui divieti dell’airgun, tuttavia, non esce definitivamente di scena. Semmai rimane in sospeso, almeno per i 5Stelle,  e non è detto che non possa essere reinserita magari attraverso un emendamento nelle solite ‘omnibus’.

La decisione di Palazzo Madama, che certamente facilita la vita ai petrolieri,  non è piaciuta al siciliano Compagnone (che si è astenuto) che nel suo intervento ha parlato di scelta di campo “tra le lobby del petrolio e l’ambiente, il mare, i pesci, la bellezza della nostra terra”.

“Se la maggior parte dei parlamentari e dei ministri ogni giorno afferma di voler cambiare il mondo, parla di sviluppo sostenibile, dell’importanza strategica delle fonti rinnovabili, del riciclo e del riuso – ha detto in aula – perché oggi si vuole  a tutti costi bocciare il nostro emendamento?”

Il senatore di Gal scomoda anche Dante e ricordando la lettura di Roberto Benigni relativa al XXIII canto dell’Inferno, aveva detto che “se non volete andare all’Inferno, dove vi trovereste in buona compagnia con i ministri Galletti, Orlando e lo stesso Super Renzi, non vi rimane che votare favorevolmente alla reintroduzione del divieto di air gun con l’emendamento 1.7  che abbiamo ripresentato”.

La minaccia dantesca, però, non ha fatto paura ai senatori, mentre anche sulla Sicilia continua ad aleggiare lo spettro della nuove trivellazioni.