La Sicilia divisa in più parti. È questa l’immagine della nostra Isola nel 2015, che potremmo definire l’annus horribilis per le infrastrutture siciliane, con crolli di viadotti e frane tra le varie città.

Già dai primi giorni del 2015, la Sicilia si trovava interrotta a causa del crollo del viadotto di Scorciavacche, che collegava Palermo ad Agrigento: l’apertura avvenne il 23 dicembre del 2014 e solo 7 giorni dopo collassò.

E ancora, a maggio il crollo del viadotto Himera, che interrompe i collegamenti tra Catania e Palermo, causando numerosi disagi. Ad ottobre, come se non bastasse, una frana tra Giardini e Roccalumera allontana Catania da Messina.

La Sicilia quest’anno è tornata nell’XI sec. quando era divisa in tre valli, anzi oggi anche in più di tre valli. Quotidianamente ci sono interruzioni nelle strade, ma non ci facciamo più caso, perché, si sa, le infrastrutture siciliane non sono tra le migliori. E quindi è già stato dimenticato, ad esempio, che a Valverde, a causa del maltempo, una voragine ha letteralmente risucchiato un’auto.

Un anno sfortunato per i siciliani. Non sono bastate le petizioni che chiedevano (come se non fosse già un diritto), infrastrutture sicure e ben funzionanti. Forse, dato che nulla è cambiato, sono passate inosservate anche le proteste dei lavoratori che ancora oggi sono costretti a intraprendere deviazioni, con tutti i disagi e i ritardi che ne conseguono.

Sono stati promessi finanziamenti e investimenti sulla infrastrutture, ma la situazione quando cambierà realmente? I siciliani sono ancora bloccati. Solo pochi giorni fa, è stato diffuso il video della demolizione della carreggiata in direzione Catania del viadotto Himera. L’immagine del viadotto che si sgretola è anche l’immagine della Sicilia.