La reazione che non ti aspetti! Dopo attacchi, scontri e scambi violenti di opinioni (chiamiamoli così) c’era attesa per le dichiarazioni del presidente della regione Rosario Crocetta all’Ars. Dichiarazioni che, in realtà, non hanno aggiunto nulla alle esternazioni degli ultimi giorni e si sono concretizzate in un riassunto di quanto detto un po’ qua e un po’ là; un po’ in radio a la zanzara, un po’ in tv a La7, un po’ in una intervista a Repubblica, tanto nel lungo comunicato di ieri.

Di novità rispetto al repertorio Crocettiano davvero poche. Agli attacchi della mafia, dei servizi deviati e dei giornalisti dell’ufficio stampa che ha licenziato (potentissimi visto che continuano ad indirizzare l’opinione pubblica contro i fatti e contro il suo cerchio magico del quale fanno parte anche potenti senatori amici di deputati e magistrati) ora si aggiunge anche la massoneria. Ma ci sta! perché mai la massoneria dovrebbe salvarsi da questo marasma generale?

Altre novità un accenno al tema politico. Un tema che non vuole affrontare oggi ma si dice disposto ad affrontare in un’altra seduta e rimette nelle mani dei deputati la scelta se proseguire o meno questa legislatura, se sia arrivata l’ora di passare la palla a democratiche elezioni.

Ed è qui che si consuma l’evento inatteso. Con Renzi imbufalito per il guanto di sfida lanciato, con Faraone che continua a dirgli che sosteneva da tempo l’esigenza di staccare la spina a Crocetta, con Ferrandelli che si è già dimesso, con il segretario del Pd siciliano Fausto Raciti convocato a Roma per valutare il caso Sicilia, con l’assemblea del Pd convocata per la prossima settimana e con Guerini inviato in Sicilia per seguirne gli sviluppi ti aspetti che i deputati (almeno quelli del Pd) si alzino per chiedere in coro una seduta per parlare di politica e di chiusura della legislatura.

Invece che ti dice Cracolici: ” “Oggi si chiude il ‘primo tempo’ di una vicenda complessa, proveremo a rimarginare una ferita che non sarà facile rimarginare: Rosario Crocetta è stato infangato, e la patacca pubblicata da un settimanale ha infangato tutta la Sicilia. Adesso si apre il ‘secondo tempo’, devono essere valutate le cose fatte e gli errori commessi, e capire se si è in grado di invertire radicalmente la rotta”. Il primo tempo? Allora il secondo tempo era già scritto e previsto.

‘Signori abbiamo scherzato!’ Sembra dire quell’applauso alla fine del discorso di Crocetta. il governatore è ancora forte. Forse perché la forza dello stipendio (7.100 euro a testa per i 90) è superiore al senso del ridicolo, o forse perché tutto questo è stato messo in scena per rafforzare una posizione ormai debole.

Il fatto è che Crocetta non se ne va e nessuno lo manderà via perché si continua a parlare  dell’intercettazione fasulla ma non di quelle vere, si continua a parlare di servizi deviati e di massoneria e non delle migliaia di disoccupati creato durante gli anni del suo governo, si continua a parlare dei tagli alle pensioni dei regionali e non del deficit che cresce. Insomma si continua a parlare di tutto tranne che dell’efficacia e della competenza dei tre governi crocetta in meno di tre anni.

Basta con gli scontri e con il gioco delle parti. Si affrontino i nodi veri. Ma forse anche i nostri deputati hanno perfino paura di parlare di queste cose perché oltre a rischiare lo stipendio rischiano anche di diventare mafiosi, o al soldo dei servizi deviati, o massoni o peggio giornalisti che operano sul lato sbagliato della barricata. Sì perché anche fra i giornalisti c’è un lato giusto e uno sbagliato e quello di Crocetta non può che essere quello giusto