Altri massi sono pericolanti. Non è solo una convinzione degli abitanti delle ville di capo gallo e di Mondello che guardano ogni giorno quel costone roccioso ‘minaccioso’. E’ un dato di fatto rilevato ieri dai rocciatori del soccorso alpino che hanno effettuato un sopralluogo

All’indomani della frana che ha ucciso nel sonno nel suo letto Ornella Paltrinieri sventrando la sua abitazione, paura e polemiche regnano sovrane.

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 Una preoccupazione condivisa dai tecnici che su disposizione urgente del Dipartimento di Protezione civile regionale hanno eseguito un sopralluogo sulla parete di monte Gallo che sovrasta le ville di via Calpurnio. D’altronde la situazione di pericolo era nota da tempo. Almeno da sei anni come ha raccontato ieri a BlogSicilia Pietro Lugaro la cui casa venne scentrata nel 2009 e solo per un caso quell’evento si concòluse senza vittime.

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Il primo problema da affrontare subito sarà quello alloggiativo. Il sindaco Leoluca Orlando ha firmato i eri pomeriggio una ordinanza che prevede lo sgombero cautelativo di sette abitazioni in via Calpurnio (ai civici 30 e 32) e in alcune vie limitrofe (via Saffo 8, 9, via Delfini 68 e via Terza Compagnia 35) che si trovano sotto il costone roccioso. Le famiglie sono ospitate da amici e parenti ma il loro rientro nelle case non sembra imminente vista la situazione.

Per qualsiasi intervento anche provvisorio bisognerà aspettare che smetta di piovere e che il costone si asciughi. ma comunque si tratterà di tamponare la sitiuazione.

Se il pericolo era noto da almeno 6 anni e i massi pericolanti censiti perché si è fatto passare tanto tempo: per il Comune di Palermo è colpa di regione e stato e delle lungaggini burocratiche imposte agli enti locali “Il bando di gara per gli interventi di messa in sicurezza di quel tratto di costone – dice il sindaco Orlando – è stato bandito a fine settembre del 2014. E’ un bando per lavori di circa 2,5 milioni di euro destinati proprio a quello specifico punto della parete rocciosa e che si inserisce in piano complessivo di interventi per quasi 90 milioni di euro, in parte già conclusi ed in parte in fase di progettazione e appalto.”

“I sindaci come tutti i cittadini sono stanchi di assistere al ripetersi di simili tragedie, nonostante gli sforzi compiuti dalle singole Amministrazioni e dai singoli funzionari o uffici. E’ sempre più urgente che Stato e Regione si adoperino concretamente per stanziare e rendere disponibili e spendibili in modo veloce le risorse necessarie a garantire gli interventi per la cura del territorio, a partire dall’assetto geomorfologico e idrogeologico”.

Intanto la procura di Palermo ha aperto una inchiesta che è nelle mani del Pm Nino Di Matteo, di turno ieri mattina, e comunque uno dei Pubblici Ministeri di punta di Palermo