I maggiorenti del Pd riuniti al Grand Hotel Wagner nel centro di Palermo, il gruppo parlamentare di Articolo 4 pochi passi più in là all’hotel Federico II. E’ stata una serata di consultazioni quella di ieri dopo una giornata di polemiche e di rotture nel corso della quale sembrava proprio che la trattativa per il nuovo governo della Regione fosse morta.

Ma rinascendo dalle proprie ceneri la maggioranza batte un colpo e Crocetta afferra al volo la situazione per uscire nuovamente dal suo angolo dopo aver giocato tutti e aver fatto i manager passando sopra la testa dei partiti, anche se non sono mancate le indicazioni.

Prima formazione ad uscire dal silenzio, in serata, è stata Articolo 4. Un silenzio mantenuto durante tutte le fasi della trattativa e rotto per dire “No al governo del Presidente. Occorre che si riprenda il dialogo  con tutte le forze politiche che compongono la maggioranza”.

Il gruppo parlamentare si è riunito per predisporre un documento la cui sintesi è questa. “Considerata la situazione di grave difficoltà socio economica che vive la Sicilia -continua – con la disoccupazione che, nel Paese, ha raggiunto il 13%, l’esigenza di approvare al più presto la finanziaria bis indispensabile per la Sicilia, la necessità di approvare riforme che rilancino l’economia: il partito considera non rinviabile una soluzione dell’attuale situazione politica che passi attraverso il dialogo con i partiti che hanno realmente e seriamente garantito questa maggioranza. Non si può far pagare ai siciliani il prezzo delle liti della politica. Occorre lavorare insieme nell’interesse della Sicilia dando vita ad un governo forte che si ritrovi sulle cose da fare a cominciare dal lavoro, dalle riforme e dallo sviluppo”.

Proprio mentre circolava il documento di Articolo 4 arrivava anche la precisazione del Presidente della Regione. Tutto un equivoco e, ancora una volta, dovuto ai giornalisti che non hanno compreso il senso delle sue parole in conferenza stampa. Anzi quelle parole riportate da tutti lui non le avrebbe mai dette: “Non ho mai detto che farò un governo del presidente senza partiti o addirittura contro, la mia intenzione è accelerare la discussione perché non può essere infinita”.

Si configura, insomma, lo stesso copione visto in occasione della nascita del primo governo Crocetta con il Presidente che alla fine ha fattola giunta pescando a proprio piacimento dai partiti. Una giunta fatta col bilancino ma scegliendo lui uomini e donne di partiti e correnti anche se sempre all’interno di una rosa di indicazioni.

“Penso – continua Crocetta – che debba essere confermato il rapporto con le forze che hanno sostenuto la mia candidatura (Pd, Udc e Megafono) e con quelle che hanno appoggiato il governo nel corso della legislatura (Drs e Articolo 4) – aggiunge Crocetta – Sono ottimista. Non intendo rompere col mio partito e ritengo che non sia in atto alcuna rottura. Probabilmente la nomina dei manager della sanità ha creato qualche fibrillazione”.

Nel pomeriggio a sposare, invece, la linea della nascita del governo del presidente era stato il Drs Marco Forzese, che spinge da sempre per avere un posto in giunta nonostante le indicazioni diverse del suo partito e presente a quella conferenza stampa che aveva dunque sentito con le proprie orecchie le parole di Crocetta (poi smentite). “Ritengo che si debba dare un
mandato pieno al governatore affinché alle fibrillazioni dei partiti si prediliga la formazione di un “governo del Presidente” con la
presenza di uomini e donne dal profilo altissimo ed intangibile”.

Poco prima era toccato al vice segretario del Pd Mila Spicola lanciare un monito ed un invito chedendo di fermare le “risse della politica. E’ il momento delle truppe d’assalto d’azione, della positività, del vento nuovo” aveva detto la Spicola in una dichiarazione apparsa almeno equilibrista fra la linea del Pd nazionale e quella del partito regionale. “Confermo al cento per cento le dichiarazioni di Davide Faraone, ma lo abbiamo ribadito da sempre: in Sicilia si cambi immediatamente passo e si interrompa al più presto la rissa sulla giunta, perché delle poltrone non frega niente a nessuno”.

La smentita, seppur poco credibile del presidente della Regione, invece, toglie d’imbarazzo il segretario Raciti che, a tarda ora, può evitare gli equilibrismi della sua vice e limitarsi a dire “Prendo atto della sostanziale smentita del presidente della Regione Crocetta rispetto alle dichiarazioni fatte stamattina, attendo ora la convocazione del tavolo di coalizione per lanciare il governo nuovo”.

Ma la sfida è aperta anche all’interno del partito, Oggi alle 11 si riunisce il gruppo del Pd con il segretario e c’è aria di sfiducia al capogruppo Gucciardi. E su facebook il deputato Fabrizio Ferrandelli annuncia che non andrà a questa riunione dal sapore di resa dei conti: “O si parla di cose concrete o non parteciperò. Smettiamo di dare i numeri (2, 4 assessori) e di perdere tempo su rimpasti e nomine e diamoci invece una road-map programmatica con scadenza Europee: manovra-bis e misure economiche in favore di lavoratori e imprese siciliane. Così ci sto, altrimenti è una perdita di tempo che non fa bene alla Sicilia”.

Alle 13, invece, toccherà all’Udc che al suo interno è compatti a difesa dell’assessore Patrizia valenti come ha dimostrato ieri e dovrebbe incontrare il Presidente per un chiarimento.Il governatore poi volerà a Bruxelles per impegni istituzionali.

La partita, dunque, non si chiude oggi anche se tante teste rotoleranno durante questa giornata. L’ultima parola toccherà, però, al Presidente della regione che, forzando la mano, continua a fare quel che decide e proclamarsi libero e indipendente salvo poi accogliere le indicazioni dei partiti nelle segrete stanze.