Chi è il deputato a cui si riferisce Riccardo Savona quando parla in una intervista pubblicata su Live Sicilia, di un collega indagato per simulazione di reato e calunnia aggravata? Così dice Savona: “Se avessi dovuto fare appello al ‘codice deontologico’, non avrei potuto aderire neanche al gruppo parlamentare dei Drs. Avrei dovuto, al contrario, prendere le distanze da chi è stato indagato per lo scandalo delle ‘promozioni facili’ al Comune di Catania, ovvero non avrei potuto sedere accanto a chi è indagato per simulazione di reato e calunnia aggravata. Ma non ho chiesto il rispetto di alcun ‘codice deontologico’ per farne un uso distorto e strumentale, come si è preteso di fare rispetto al mio caso”.

Per calunnia aggravata e simulazione di reato è imputato a Messina in un processo in corso presso il Tribunale, il capogruppo dei Drs Giuseppe Picciolo. La vicenda, nella città dello Stretto, è nota: Picciolo insieme ad un ex consigliere comunale di Palazzo Zanca, Ciccio Curcio, è considerato dagli inquirenti il manuale estensore di lettere anonime all’indirizzo dell’ex assessore comunale all’Urbanistica, Antonio Catalioto e del presidente della società per lo smaltimento dei rifiuti, Nino Dalmazio. Lettere che Picciolo avrebbe cominciato a spedire all’allora sindaco Francantonio Genovese e al capo della procura Luigi Croce, sin dall’agosto del 2006 ripetendo l’invio fra giugno e luglio del 2007. Nelle lettere si faceva riferimento a presunti illeciti commessi dalle due vittime dell’azione di quelli che la Procura di Messina considera i “corvi” di palazzo Zanca.

Illeciti che comunque non hanno trovato riscontro nelle indagini dei magistrati peloritani. E’ in piedi invece il processo contro Picciolo e Curcio. Quest’ultimo addirittura nell’avvio del procedimento giudiziario si è costituito parte civile contro l’attuale deputato definendosi una “vittima politica” del capogruppo dei Drs siciliani all’Ars.  Il dibattimento è in corso e la prossima udienza per ascoltare un testimone “residuo”, si terrà a novembre. Quindi si dovrebbe andare alla formulazione delle richieste di condanna da parte della pubblica accusa.

A norma del codice etico dei Drs, dunque, come lamenta Savona, che è stato sospeso dalla carica di tesoriere del gruppo e a cui evidentemente le parole di “vicinanza” espresse oggi da Cardinale e da tutti i deputati dell’Ars non sono bastate, anche Picciolo dovrebbe essere allontanato dal gruppo parlamentare.