Al Teatro Mediterraneo Occupato, il 28 e 29 ottobre, andrà in scena “Carne Macinata Extra”, un lavoro tratto interamente da “Emigranti” di S.Mrozek e partirà alle 21:00, con la regia e l’adattamento drammaturgico di Luigi Maria Rausa.

 Uno dei lavori di Mrozek più amari, sferzanti ed immediati. La scena si svolge nel sottoscala di una grande città “occidentale”, cioè contrapposta al blocco sovietico come potrebbe essere Roma, Parigi, New York o Buenos Aires. Un non luogo in cui la miseria non è una parola da tradurre ma un dato di fatto di quotidianità disperate. All’interno di questo ambiente privo di finestre si muovono due personaggi indicati nel testo con i nomi convenzionali di “AA” ed “XX”. Come si comprende sono due uomini agli antipodi per estrazione sociale, culturale, speranze e stile di vita. Quello che però pur unendoli li differenzia in maniera profonda è l’esperienza dell’emigrazione, che ha messo insieme in maniera paradossale un “uomo del popolo” che ha lasciato la patria per ragioni economiche e un “intellettuale” che è invece fuggito per motivi politici.

Due mondi che normalmente non si sarebbero mai incontrati vengono così accostati dalla necessità e la situazione che ne scaturisce diviene potenzialmente distruttiva per entrambi. Il punto di forza di Emigranti consiste nel costruire dei personaggi che pur diventando emblematici della condizione dell’emigrante nel novecento non si trasformano mai in simboli astratti, acquistando anzi una concretezza palpabile e immediatamente riconoscibile.

Quello di AA e XX è in realtà uno psicodramma in cui vengono sviscerate le prospettive interne ed esterne del legame con il proprio paese di origine e con le motivazioni a lasciarlo, senza dare risposte né speranze, ma aprendo forse un piccolo spiraglio. Anche se il testo affronta temi molto forti non bisogna dimenticare che Mrozek è anche un maestro dell’umorismo e sa stemperare le situazioni più drammatiche con leggerezza e ironia. Nel panorama drammaturgico contemporaneo troviamo alcuni testi che lasciano poco spazio all’autocelebrazione di chi li metterà in scena, “Carne macinata extra”, tratto quasi interamente da “Emigranti” di S.Mrozek, è uno di questi.

Una drammaturgia necessaria, vera, che spinge inevitabilmente verso il naturalismo più spietato. La scena è abitata da due “emigranti”, un intellettuale e un operaio con spiccato accento palermitano (ma che in realtà potrebbero venire da qualsiasi parte del mondo), che coabitano un sottoscala di un palazzo sito in una qualsiasi grande metropoli industrializzata. Nonostante l’eloquenza del titolo originale, “emigranti” appunto, Mrozek pare usi il tema dell’emigrato per toccare temi che in realtà coinvolgono qualsiasi comune mortale. La nostra lettura della pièce mette l’accento sullo “status sociale” e quindi sulla disperata e spesso inconsapevole ricerca di questo che ci seda con pillole di denaro, religione, beni materiali, politica, famiglia, lavoro ecc.