Sarà stato il rifiuto dei sindacati a proseguire la trattativa per completare le piante organiche o l’impossibilità di chiudere il percorso di rimodulazione della rete ospedaliera prima di andare via a convincerla. fatto sta che esattamente due giorni dopo avere annunciato le proprie dimissioni poi stoppate al protocollo dall’intervento del presidente, Lucia Borsellino consegna nelle mani di Rosario Crocetta le dimissioni ufficiali.

LEGGI LA LETTERA ORIGINALE DELLA BORSELLINO

“Prevalenti ragioni di ordine etico e morale – scrive l’ormai ex assessore – e quindi personale, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato, mi spingono a questa decisione anche in considerazione del mio percorso professionale di oltre vent’anni in seno all’Amministrazione regionale della Salute”.

“Vari, purtroppo, sono stati gli accadimenti che hanno aggredito la credibilità dell’istituzione sanitaria che sono stata chiamata a rappresentare e, quindi, della mia persona“.

Dopo aver fatto riferimento al caso Nicole ed aver chiarito che lascia solo dopo il 30 giugno termine ultimo per acquisire proprio gli atti sulla morte della piccola Nicole come aveva annunciato a febbraio all’Ars, si concentra sulla vicenda Tutino  “la concomitante circostanza occorsa, di cui ai recenti fatti di cronaca riguardanti il caso del primario di chirurgia plastica e maxillo-facciale dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, – scrive – non posso non manifestare il rammarico conseguente alla lesione che fatti come questo determinano inevitabilmente all’immagine dell’istituzione sanitaria e dell’intera Regione Siciliana, adombrando il lavoro di tanti operatori e professionisti che profondono quotidianamente il proprio impegno con onestà e correttezza nell’esclusivo interesse pubblico”.

“chiudo questa mia… permettendomi le superiori riflessioni – conclude – con l’auspicio che inducano a scelte responsabili, assicurandole che non verrò meno certamente, indipendentemente da una decisione che investe più direttamente la mia professione e la mia vita, ad un impegno civico che cercherò di continuare ad onorare con il mio contributo anche da semplice cittadina”.

In realtà le dimissioni erano già state presentate e stoppate in modo anomalo, ma lei, l’assessore dal cognome ingombrante, si era convinta a prendersi due giorni di riflessione. Due giorni serviti a confermarla nelle intenzioni visto che, oltretutto, non avrebbe più potuto portare avanti una azione incisiva.

Con l’addio di Lucia Borsellino salgono a tre gli assessori già dimessisi due dei quali sostituiti nel breve volgere di 24 ore mentre un quarto, Linda Vancheri, ci sta pensando anche se il presidente Crocetta blocca anche lei e smentisce. La situazione politica è ora nelle mani dei partiti a cominciare da quel Pd ‘spaccato’ che non riesce a staccare la spina come ha dimostrato nella riunione di gruppo di ieri e che dovrà fare delle scelte sabato mattina in direzione regionale