Il quarto governo della Regione non ha ancora visto la luce materialmente se non negli annunci, sia pure ufficiali, del Presidente della Regione, che già va in crisi.  Il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta comunica che è in corso un confronto con il segretario del Pd Fausto Raciti, per verificare la possibilità di allargare la rappresentanza politica in giunta, rivedendo qualche nome tra quelli precedentemente comunicati.

“Credo che in serata – dice Crocetta – chiuderemo la questione”. La polemica riguarda la mancata nomina di un assessore in quota Area Dem ovvero su indicazione del Vice presidente dell’Ars Giuseppe Lupo. L’ultimo degli assessori nominati da Crocetta in quota Pd è stato, infatti, Antonio Fiumefreddo che proprio il partito di maggioranza relativa non voleva in giunta.

Un triplo tranello alle componenti del suo partito, quello di Crocetta, nonostante Raciti abbia subito parlato di errore. da una parte Cracolici è entrato in giunta rassicurato dall’assenza della componente Lupo, dall’altro Lupo si è ritrovato fuori nonostante fosse stati rassicurato sulla nomina di una sua donna e in terzo luogo Crocetta ha messo in giunta Fiumefreddo nonostante non lo volesse nessuno.

Per uscire da questa impasse, ora, si potrà solo cambiare un assessore e non potrà essere Fiumefreddo visto che sarebbe la terza volta. probabilmente Crocetta offrirà di ritirare uno degli assessori nominati in quota a lui e quindi potrebbe toccare a Cleo Li Calzi che, non essendo più in quota Cracolici, potrebbe dover fare spazio anche perché Megafono, Psi, Sicilia democratic anon la riconoscono neanche come assessore tecnico gradito.

In questo modo Crocetta avrebbe messo il suo uomo (Fiumefreddo) in giunta contro il parere di tutti, ridotto la rappresentanza Pd e Raciti dovrà pure dirgli grazie per aver risistemato la giunta e, infine, avrà anche ridotto al silenzio i cespugli rimasti senza assessore.

Resta il dubbio su quanto potrà durare un governo nato sui tranelli