“Nessuna tensione con il Presidente della Regione, nessun rimprovero a questo governo che è il migliore degli ultimi anni. Se ci fosse stato un altro governo la Sicilia sarebbe già fallita”.

Mette subito in chiaro le cose Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia. Lo fa perché nei giorni scorsi le sue parole sono state interpretate come una “tirata d’orecchie al governo Crocetta e non è questo ciò che vuole dire.

“Gli stipendi vanno pagati e su questo non c’è dubbio. Anche i debiti della pubblica amministrazione devono essere pagati ed in fretta o le imprese crolleranno causando un ulteriore crollo dell’economia – dice montante a BlogSicilia – quello che non và è il metodo scelto”.

Per Montante l’Ars, oggi pomeriggio, non deve farsi “prendere la mano” e deve modificare il provvedimento che prevede la contrazione del mutuo trentennale da 1 miliardo di euro. “Occorre affiancare una norma che dica chiaramente che a partire dal 2018 i risparmi di spesa che si faranno saranno vincolati al pagamento delle rate di questo mutuo. In questo modo si eviterà di tenere le tasse al massimo e potremo vederle scendere proprio a partire dal 2018″.

Montante ricorda che le tasse in Sicilia sono al massimo già da anni per effetto del piano di rientro in sanità. “Quanto fatto dal governo Crocetta nel settore della sanità – dice il leader di Confindustria Sicilia – ha permesso di ripianare quel debito. Ora famiglie ed imprese vedevano la luce in fondo al tunnel. Proprio dal 2017 si potevano ridurre le tasse. Non farlo sarebbe un altro colpo mortale. Significherebbe impedire ai consumi di ripartire e dunque all’economia di riprendersi”.

A BlogSicilia Montante spiega anche come fare “innanzitutto si possono usare i risparmi che la riduzione dei deputati regionali già stabilita opererà proprio dal 2018. Ogni deputato costa circa un milione di euro l’anno. Venti in meno il conto è presto fatto. Ma non basta. Si riducono anche le spese ordinarie ed altri contenimenti si possono fare con semplici decreti”.

Ma presidente lo Stato non accetta la spending review come merce di scambio in questo settore e le impugnative del Commissario dello stato danno un segnale preciso in questo senso

“Su questo tema bisogna trattare con Roma. Abbiamo il tempo per farlo. Contratto il mutuo se questo sarà affiancato dalla leggina che proponiamo, ci saranno quasi tre anni per parlare con Roma, mostrare la serietà dei conti siciliani e ottenere il via libera all’abbattimento delle tasse dal 2018″.

Confindustria non è impegnata direttamente in questo governo. Non sono cose che avrebbe potuto dire a Crocetta senza passare da giornali?

“Non facciamo confusione. ci sono tecnici che gli industriali come altre associazioni datoriali hanno prestato alla giunta. Non si tratta di un impegno diretto. Noi non ci candidiamo, non cerchiamo consenso ed è per questo che guardiamo i problemi con un approccio laico. Non facciamo politica”.

Quindi non la preoccupa il rimpasto di governo ed i segnali che vengono dal pd che chiede l’azzeramento della giunta

“La cosa non è di nostra competenza. In una giunta servono i tecnici e servono i politici. I buoni ed onesti politici. Entrambi sono necessari ed indispensabili. Io non ascolto i partiti e non mi curo di quel che dicono. Io parlo con le istituzioni che sono cosa diversa e lo faccio in base a quello che le imprese chiedono”.

Ma sul rimpasto una richiesta Montante la fa a Crocetta: “Se devono fare un rimpasto facciano presto perché il mondo produttivo non può stare alla porta a guardare…facciano quello che devono ma lo facciano subito. Questo governo ha destrutturato un sistema che ingessava la Sicilia ed ha fatto benissimo. Ora bisogna passare subito alla seconda fase: quella dello sviluppo”.

“Bisogna lavorare per dare continuità e stabilità colo così si potranno attrarre investimenti.  E’ l’unico modo per uscire dall’impasse altrimenti fra 5 anni gli stessi stipendi non si potranno pagare. Se cala ancora il Pil scenderanno anche le entrate tributarie e salterà il sistema“.

Cosa occorre per attrarre investimenti secondo gli industriali che lei rappresenta?

“Chi vuole investire chiede tre cose e le chiede in questo ordine: in primo luogo la stabilità politica. Subito dopo viene la burocrazia semplice e chiara e solo al terzo posto sta la sicurezza. Importante anche quella, certamente, ma solo terza rispetto alle condizioni per attrarre investimenti”.

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