L’attesa è finita. Il gran giorno di Franco Battiato è arrivato. Oggi l’artista siciliano, insieme a Rosario Crocetta, ha incontrato la stampa a Catania per parlare del rilancio della cultura siciliana, ma soprattutto per sciogliere la riserva relativa al suo ingresso nella giunta nel neo governatore. Al Palazzo della Cultura di Catania ha detto sì all’invito di Crocetta a prender parte alla giunta come assessore alla Cultura. Invitati a partecipare il sindaco Stancanelli e l’assessore alla cultura e sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Rita Cinquegrana Gali.

“Abbiamo incassato – ha detto il presidente della Regione reduce da un breve soggiorno a Lampedusa – un sì da Lucia Borsellino come assessore alla Salute. Battiato può permettersi di non avere lo stipendio“.

Crocetta ha chiesto a Battiato di fare l’assessore alla Cultura e all’Identità siciliana. L’artista siciliano ha dichiarato di essere disposto e sarà particolarmente impegnato nella organizzazione di eventi speciali. Confermando quindi le due precise condizioni che aveva indicato:  “Un impegno limitato, mirato a progetti e niente stipendio” ha spiegato aggiungendo  che “è un’occasione unica per contribuire alla crescita della Sicilia” e nell’Isola “si avverte una forte esigenza di cambiamento”. Per questo, ha aggiunto, “se posso una mano la do volentieri”.

Le perplessità di Battiato sono legate alla delega in quanto “non posso seguire quotidianamente i problemi di un settore così vasto come quello dei Beni culturali, altrimenti dovrei cambiare mestiere, e io sono una persona seria”.

Una decina di giorni fa, il maestro siciliano  ha presentato “Apriti Sesamo”, il suo ultimo lavoro scritto a quattro mani con l’amico-filosofo Manlio Sgalambro, mentre a gennaio partirà il nuovo tour italiano.

Per convincere l’autore di “Povera Patria” il governatore avrebbe messo sul piatto un incarico limitato ai grandi eventi, evitando così a Battiato un incarico a tempo pieno e sopratutto evitandogli di occuparsi della parte amministrativa, con relative pastoie burocratiche, che verrebbe affidata una figura esperta in materia.

Aspettando di incassare il “sì” del cantautore, Crocetta scalpita per presentarsi domani a palazzo d’Orleans, nel giorno del suo insediamento con la squadra già pronta. Il compito che lo attende non appare dei più semplici. Il governatore vorrebbe un’adeguata presenza di donne e quattro tecnici in giunta.

Oltre a Battiato, l’ex sindaco di Gela corteggia il procuratore di Torino Giancarlo Caselli, l’avvocato Alfredo Galasso e  Mariella Fedele, moglie del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Al momento, l’unico assessore certo è quello di Lucia Borsellino (nella foto a destra), figlia del magistrato ammazzato dalla mafia, per l’assessorato alla Sanità.

In area Pd, restano alte le quotazioni della segretaria della Cgil siciliana, Mariella Maggio, di Luigi Cocilovo, in quota cislina, e Beppe Lumia. Reduci da un ottimo risultato elettorale, scalpitano Franco Rinaldi e Antonello Cracolici. in corsa anche Pino Apprendi, non rieletto, e Manlio Mele. Il capogruppo uscente all’Ars, se non troverà posto in giunta potrebbe puntare alla presidenza dell’Ars, a cui ambisce anche l’alleato Udc. Il partito di D’Alia dovrebbe inoltre indicare almeno due assessori, entrambi politici. I nomi più gettonati sono quelli di Giovanni Ardizzone, Lino Leanza e Andrea Piraino. Ma i centristi devono però fare i conti con Crocetta che vorrebbe limitare la presenza degli assessori deputati. Per questo Nello Di Pasquale, ex sindaco di Ragusa, da poco transitato alla corte di Crocetta, potrebbe non entrare nella squadra perchè non vorrebbe lasciare lo scranno a sala d’Ercole. In caso contrario, avrebbe la delega all’Agricoltura.

La situazione dunque appare abbastanza fluida. Le trattative per la composizione della giunta si intrecciano con quelle per l’assegnazione della presidenza dell’Ars. Detto di Cracolici, nella maggioranza circolano anche i nomi di Ardizzone e Rinaldi. Nei giorni scorsi, il segretario regionale dell’Udc D’Alia aveva lanciato la proposta di assegnare la poltrona a un esponente dell’opposizione, facendo i nomi di Nello Musumeci e di Giancarlo Cancelleri. Il primo non è si pronunciato, mentre il portavoce regionale del Movimento 5 Stelle ha declinato l’offerta indicando la deputata catanese del Pd, Concetta Raia.

Il Pid, per bocca di Rudy Maira, sarebbe disponibile a votare un candidato dell’Udc. In pista anche Nicola D’Agostino, capogruppo uscente del Pds-Mpa, mentre Grande Sud punterebbe su Michele Cimino.