Franco Scaldati, attore e drammaturgo, è morto questa mattina a Palermo. L’attore e regista palermitano aveva 70 anni ed era malato da tempo. L’artista soffriva di un tumore al fegato che aveva scoperto di avere un mese e mezzo fa. La camera ardente sarà allestita al Teatro Biondo di Palermo, con cui negli ultimi anni collaborava. I funerali del “Sarto” lunedì nella chiesa di san Saverio alle 10.30.

Scaldati conduceva un laboratorio teatrale sperimentale nel quartiere dell’Albergheria, dove dirigeva un laboratorio teatrale. Una cinquantina le opere nate dal suo ingegno; tra le più famose rappresentate anche in tutta Italia: “Manumancusa”, “Il pozzo dei pazzi” e “La gatta di pezza” che si sono valsi numerosi premi, tra cui due Ubu, il riconoscimento più importante a livello di teatro.

 Numerose anche le sue apparizioni televisive in sceneggiati e fiction prodotti anche dalla Rai. Anche alcuni ‘cameo’ in film di successo, da “Baaria” a “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore fino a “Kaos” dei fratelli Taviani e “Il giorno di San Sebastiano” di Pasquale Scimeca. Tra i suoi personaggi più noti “Totò e Vicè”, nati come protagonisti del “Pozzo dei pazzi” ma ricorrenti nella sua produzione.

Pippo Montedoro, che lo conosceva da tempo, riferisce la frase dettagli da Melino Imparato: “Palermo è ancor più povera di ieri”.