Nonostante le proteste nelle scuole è tempo di scrutini, quindi di verdetti per gli studenti. Proponiamo l’interessante approfondimento del preside in congedo Orazio Bianco che rivela come si possa fare ricorso in caso di bocciatura.

Si può fare ricorso se mio figlio viene bocciato? Sì, soprattutto se si riescono a dimostrare palesi vizi di forma! Ciò non è difficile, considerate le varie disposizioni di legge, nonchè il tanto cartaceo esistente a scuola, legato alle operazioni di scrutinio e di valutazione ( programmazione, verbali del collegio dei docenti, verbali del consiglio di classe, registri degli insegnanti, ecc.).

In un recente caso, uno studente di un liceo è stato promosso a seguito di sentenza del TAR in quanto, secondo i giudici della Suprema Corte, “lo scrutinio si è svolto in modo difforme a quanto stabilito dal collegio dei docenti”.

Il TAR del Lazio, con un’altra sentenza, ha invalidato la bocciatura di uno studente di un liceo classico, nonostante avesse tre gravi insufficienze, motivando così la decisione: “ in fase di scrutinio i docenti non hanno valutato la preparazione complessiva dello studente bocciato”, che aveva tra l’altro un otto in italiano.

E’ bene conoscere che esistono disposizioni di legge e norme varie vincolanti per la valutazione scolastica, che l’insegnante è tenuto a conoscere e che il Dirigente scolastico ne deve favorire la conoscenza.

Sulla base di tali disposizioni di legge, il Collegio dei docenti, all’inizio di ogni anno scolastico, stabilisce i criteri di verifica e di valutazione che, fatti propri da ogni Consiglio di classe, vincolano tutti gli insegnanti.

Quest’ultimi, anche in nome della tanta declamata “libertà d’insegnamento”, non possono disattendere, in tutto o in parte, sia le disposizioni di legge che i criteri deliberati dal Collegio dei docenti e dal Consiglio di classe. L’insegnante, infatti, in quanto pubblico dipendente è tenuto a rispettare leggi e disposizioni, perché la loro applicazione tende anche alla tutela dei diritti di terzi.

C’è da dire, tuttavia, che non ci sono disposizioni, per quanto dettagliate e rigorose, che potranno sostituire la responsabilità decisionale dell’insegnante, chiamato ad esprimere la valutazione. Certamente la conoscenza e l’applicazione della normativa vigente concorrono a rendere più agevole e sereno il compito delicatissimo “educativo-formativo” e ” giuridico”.

Le operazioni di scrutinio finale, con cui si decidono le promozioni o le bocciature degli alunni, coinvolgono tutto il Consiglio di classe presieduto dal Dirigente scolastico.

La presenza del Dirigente scolastico alle operazioni è legata non solo ai fini dello scrutinio, ma anche a controllare che i lavori avvengano nel massimo rispetto delle regole, e a prendere visione, qualora se ne evidenziasse la necessità, dei registri personali di ciascun insegnante per verificare che siano state effettuate in numero congruo le verifiche sia scritte che orali durante l’anno e a verificare altresì che i suddetti registri siano stati adeguatamente compilati, in modo da assicurarsi che tutto avvenga regolarmente.

Il Dirigente scolastico è, anche, tenuto ad assicurarsi che, nel corso dell’anno scolastico, ci sia stata una rispondente comunicazione con le famiglie in merito all’andamento scolastico di ciascun alunno.

Il Consiglio, riunito per lo scrutinio finale, si configura come “Organo Collegiale Giudicante Perfetto”, che comporta la presenza di tutti i suoi componenti.

Nella riunione dell’ultimo Consiglio di classe, per ogni singolo alunno viene verificato inizialmente che sia stato raggiunto il numero minimo di presenze valide affinché possa essere effettuata l’operazione di scrutinio. Come previsto dal D.P.R. 22/06/2009, n° 122 e come charito dalla Circolare n° 20 del 4/03/2011, qualora l’alunno avesse superato il 25% delle ore totali di assenza, non potrà aver diritto allo scrutinio. Il D.M. 5 del 16/01/2009 prevede anche che il voto di condottaè vincolante per la promozione. Esso dev’essere attribuito collegialmente e deve tener conto di tanti fattori, riferibili non soltanto al comportamento tenuto in classe, ma anche alla partecipazione attiva, all’impegno profuso e al rispetto delle regole d’Istituto.

Dopo aver attribuito il voto di condotta, ogni insegnante esprime la proposta di voto per la propria disciplina. È utile precisare che in questa fase il voto espresso dall’insegnante ha valore di proposta, in quanto ciò che apparirà sui quadri finali deve essere adeguatamente concordato in sede di scrutinio.

Inoltre è il Regolamento interno di ciascun Istituto che stabilisce il numero di insufficienze con cui è possibile essere bocciati. Ma è regola, qualora si arrivi al limite massimo di insufficienze, votare a maggioranza, tenendo presente che in questo caso il voto del Dirigente vale il doppio.

Se, a pubblicazione dei risultati di scrutinio finale, le famiglie e gli studenti ritengano di essere stati vittime di una palese ingiustizia, il primo passo da compiere è quello di rivolgersi al Dirigente scolastico e chiedere per iscritto che si possa prendere visione del verbale dello scrutinio finale e delle verifiche scritte svolte durante l’anno scolastico, per assicurarsi che tutte le operazioni si siano svolte nel massimo rigore e tenendo conto di quanto detto sopra.

Il successivo passo da compiere è poi quello di avviare i vari ricorsi, nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge:

– al CSA regionale di appartenenza (ex Provveditorati agli Studi), indirizzato al Dirigente Scolastico Regionale Periferico. Ricorso scritto in carta semplice, entro trenta giorni dall’avvenuta notifica di bocciatura, firmato da uno dei genitori dello studente;

– al TAR, se la famiglia interessata ritiene che l’ingiustizia subita sia molto grave. Il ricorso, mediante avvocato, può essere fatto entro sessanta giorni dall’avvenuta notifica della bocciatura. Un ricorso al TAR è un’azione lunga e complessa; per questo esso va valutato attentamente.

Ulteriori chiarimenti dell’autore in:  www.oraziobiancoprontoscuola.it