La Via dei Mille riapre oggi al transito automobilistico. Si conclude anche per quest’anno l’esperienza “dell’isola pedonale natalizia” organizzata dall’Associazione Millevetrine. Come ogni fine che si rispetti, anche questa merita i suoi titoli di coda. Abbiamo, così, deciso di redigere un bilancio conclusivo della manifestazione, confrontandoci con Alessia Brigandì, Tesoriere di Millevetrine.
Quale risultato ha prodotto quest’anno l’iniziativa Millevetrine, tradizionalmente realizzata nella pulsante Via dei Mille?
“Il bilancio è relativamente positivo. E’ chiaro che non essendo mai stati supportati economicamente dal Comune ed essendoci sempre autotassati ciò che è stato guadagnato è stato in parte destinato a coprire i costi dell’iniziativa”.
Cosa ha determinato secondo lei questo esito?
“Non si fanno grandi numeri con l’isola pedonale, la situazione cittadina è quella che è, quella che conosciamo, viviamo. La crisi si avverte.”
Quale intervento a supporto avrebbe desiderato dall’Amministrazione, affinchè l’iniziativa dell’isola pedonale fosse più fruttuosa?
“Manca un appoggio, i tempi forse non sono quelli giusti, ma si sente una mancanza di organizzazione e collaborazione, anche solo finalizzata alla copertura delle spese. Mi preme sottolineare inoltre, che l’Amministrazione, a seguito di una delibera, ha anche privato della possibilità di esporre autovetture, che rappresentava una sostanziosa fonte di sponsorizzazione. E’ persino venuta a mancare l’unica partecipazione del Comune all’iniziativa che forniva l’illuminazione.”
Molti negozi che hanno fatto la storia della Città sono al collasso, la maggior parte non resiste e chiude. Chi meglio di lei che vive a pieno la realtà cittadina può pronunciarsi sulla situazione del commercio a Messina. C’è speranza di ripresa?
“Vorrei poterle rispondere, ma non ho i mezzi. La speranza c’è, ma ci rendiamo conto che nonostante la nostra passione, la nostra perseveranza, non vediamo collaborazione da nessuna parte. Chi lavora legalmente ha difficoltà.”
Se potesse fare un appello, cosa direbbe?
“Crederci di più. Credere che noi non ci muoviamo per un tornaconto economico, ma per dare qualcosa in più alla Città e ai cittadini. A prescindere dalla carica politica dovrebbero viverla in prima persona come cittadini e non come politici. Capirebbero la nostra passione.”
Anche il prossimo anno regalerete alla città l’isola pedonale di Via dei Mille?
“Il nostro obiettivo, è ottenere l’isola pedonale in modo permanente, prima del commissariamento, l’Amministrazione ci aveva promesso l’isola pedonale da Settembre a Gennaio, cosa che chiaramente non è avvenuta e ci siamo dovuti addirittura battere per averla nel periodo natalizio. Sappiamo di avere il totale appoggio della cittadinanza, in quanto l’evento è ormai la cifra caratterizzante del nostro Natale. In più con l’esperimento dell’isola pedonale dello scorso Giugno, ci siamo resi conto che il sostegno dei messinesi si concilia con il nostro progetto di rendere la Via dei Mille isola pedonale. Sogniamo una zona permanente nel cuore pulsante della città, non solo a Natale, ma ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta”.
Corre l’obbligo di operare un’amara considerazione, a Messina negli anni non si è mai puntato ad incentivare le attività cittadine e il decoro urbano, e questo è ormai da anni cosa nota a tutti; ma che anche l’unica iniziativa dal larvato sapore natalizio venisse totalmente abbandonata, è un regalo che l’annus orribilis 2012 ha portato ai messinesi. D’altra parte cosa chiedere ad un Città che ha rischiato il default? Un’iniziativa del genere, mirabile, ed attuata in quasi tutte le Città d’Italia, nella nostra Messina, diventa puntualmente un problema. Un problema per la circolazione, un problema quindi per la cittadinanza. Ma perché? Forse sarebbe stato opportuno, visto che l’iniziativa si ripete ormai da svariati anni, prevedere delle azioni a supporto. In una città “ordinaria”, infatti, in cui i bisogni generali incontrano realmente l’azione particolare di ciascuno, i piani urbani si intersecano così da avviare un perfetto meccanismo di snellimento degli effetti negativi e dei disagi per la cittadinanza; in una città “ordinaria”, a fronte della chiusura di un’arteria cittadina, si individuano e destinano dei servizi pubblici di trasporto aggiuntivi. Quando il transito automobilistico, sempre in una città “ordinaria”, viene gravato da circostanze straordinarie, si prevede, ad esempio, un’area di parcheggio transitoria supplementare, o ancora ad esempio la diversa destinazione di parallele aree di transito. Ma Messina, purtroppo non è più neanche una città “ordinaria”. La battaglia è di chi sta più in basso, di chi ha sogni e ha voglia di risorgere. E di chi, come i membri di Millevetrine, va avanti per Messina. Anche se da solo.