E’ ampio e dettagliato il documento che i sindacati autonomi Cobas/Codir e Sadirs (che rappresentano la maggioranza del pubblico impiego regionale) avrebbero voluto presentare ieri al governatore Crocetta nel corso dell’incontro previsto dopo il vertice di maggioranza ma rinviato per il protrarsi el vertice.

Si tratta di un lungo elenco di proposte per il risanamento del bilancio regionale, il rilancio dei servizi pubblici regionali per i siciliani e lo snellimento della burocrazia.

Si inizia con il taglio delle risorse da destinare all’Ars per le spese di funzionamento e la proposta di trasferimento del parlamento regionale ad altra sede. Si propone il San Paolo Palace e/o altri beni confiscati alla mafia con la contestuale gara internazionale per gestire il “museo più bello del mondo” (Palazzo dei Normanni).

Normare l’applicazione del contratto dei dipendenti regionali a tutto il personale e ai dirigenti ARS. Revisione dei trattamenti pensionistici oltre i 100mila euro annui. L’importo erogato non potrà superare quello stabilito per il trattamento dei lavoratori attualmente in servizio. Tra le proposte l’adeguamento del trattamento economico dei deputati regionali a quello dei Consiglieri della Regione Lombardia e il taglio dei vitalizi dei deputati del 30% e tetto massimo di 3000 euro mensili. Quanto elencato permetterebbe un risparmio di 100 milioni di euro.

Si prosegue con la ristrutturazione degli assessorati. Nella fattispecie viene proposta l’abolizione dei 12 assessorati attuali e lìaccorpamento in 6 assessorati, con conseguente rimodulazione degli attuali 27 Dipartimenti regionali in 16 dipartimenti + segreteria generale.

La nuova struttura avrebbe il seguente aspetto: Assessorato Energia, Infrastrutture e mobilità (3 Dipartimenti: Energia, Acqua e rifiuti, Infrastrutture e mobilità); Assessorato Lavoro, Attività produttive, agricoltura e pesca (4 Dipartimenti: Lavoro, Attività produttive, Formazione professionale, Agricoltura e pesca mediterranea);
Assessorato Cultura, tutela, valorizzazione e fruizione del territorio (3 Dipartimenti: BB.CC, Territorio ambiente e urbanistica, Turismo e sport spettacoli); Assessorato Economia (1 Dipartimento: Economia e finanze); Assessorato Pubblica Amministrazione (2 Dipartimenti: Autonomie locali, Funzione pubblica); Assessorato Servizi all’uomo e alla donna (3 Dipartimenti: Salute, Famiglia, Istruzione e diritto allo studio).

Risparmio sedi e funzionamento uffici di 6 assessori (circa 4 milioni di euro) più stipendi di 6 assessori assessori (circa 1 milione di euro) più stipendi di 11 dirigenti generali (risparmio di circa 2,2 milioni di euro): totale risparmi annui a regime circa 7,2 milioni di euro.

Il documento passa poi ad esaminare la ristrutturazione degli apparati al servizio della politica, prevedendo l’abolizione dell’attuale sistema basato su ufficio di gabinetto, segreteria tecnica e segreteria particolare (circa 20 addetti per 12 assessorati + presidente della regione = circa 250 lavoratori tra dirigenti e funzionari – interni ed esterni – impiegati al servizio della politica) e ritorno al sistema tipo ante legge 10/2000 che preveda: 1 ufficio di gabinetto per ogni assessorato composto da massimo 10 persone scelte dall’assessore all’interno dell’Amministrazione regionale + 1 segretario particolare (anche esterno all’Amministrazione con retribuzione massima da funzionario) + 1 esperto/consulente (interno all’Amministrazione e con retribuzione da istruttore/funzionario in base al titolo di studio) per ogni Dipartimento. Per il presidente della Regione 4 esperti/consulenti (interni all’Amministrazione). Totale 96 addetti

Così facendo si risparmierebbero 150 addetti (costo medio 40mila euro) equivalente a circa 6 milioni di euro l’anno a cui andrebbe sommato il risparmio derivante dal divieto di assunzione di esterni.

Riclassificazione del personale (attraverso rimando ad apposita contrattazione con i sindacati) in 3 fasce in base a titoli, professionalità e anzianità di servizio posseduta. Tale punto, se attuato, consentirà di utilizzare il personale al meglio delle proprie capacità, di dare una nuova prospettiva al personale e di agire sul piano motivazionale, azzerando il contenzioso in atto sulle mansioni superiori. Tale riclassificazione andrebbe fatta con una sede di prima applicazione a costo zero.

Abolizione dirigenza di prima fascia che diventa a esaurimento per le unità esistenti. Creazione, in prima applicazione, di una fascia unica della dirigenza in cui confluiscono dirigenti di seconda fascia e terza fascia, il tutto a costo zero.

Nomina dirigenti generali con procedure a evidenza pubblica con contratto di durata collegato direttamente alla durata del governo (ma con possibilità di risoluzione del contratto in caso di inerzia e mancato rispetto degli obiettivi da fissare annualmente) e inserimento in aspettativa per il periodo nel caso di assegnazione del posto a lavoratore regionale o degli enti collegati.

Per quanto riguarda i pensionamenti, il documento propone di incentivare l’esodo anticipato del personale secondo le norme attualmente in vigore (requisiti pre-Fornero in vigore nella P.A.) fermo restando il sistema di calcolo goduto dai lavoratori in base alla riforma del sistema pensionistico già varata nel dicembre 2003.
Il risparmio atteso è di circa 20 milioni di euro a regime.

Revisione in ambito Regione ed enti collegati dei trattamenti pensionistici oltre i 100mila euro annui. L’importo erogato non potrà superare quello stabilito per il trattamento dei dirigenti generali attualmente in servizio. Risparmio stimato circa 7 milioni di euro l’anno.

Poteri dei dirigenti e dei funzionari: eliminazione dell’imbuto amministrativo. Il dirigente generale darà impulso e coordinamento alle attività e saranno, invece, prevalentemente i dirigenti e il personale preposto ad avere poteri di firma con rilevanza esterna. Tale cambiamento produrrà un accorciamento nella filiera della produzione dell’atto amministrativo.

Funzionalità uffici: Il 5% delle entrate e/ o risparmi proveniente da riscossioni, atti ispettivi, revisioni contabili, atti amministrativi di qualsiasi tipo prodotti dall’attività degli uffici è destinato al potenziamento delle attività di riscossione e degli uffici stessi.

Previsione del telelavoro fino al 15% del personale. Tale norma consentirà di diminuire i costi di gestione per affitti e sedi ma anche di utilizzare al meglio il personale che si trova in sedi attualmente sovradimensionate o che sia in possesso di tutele di legge (per esempio legge 104).

Riforma salario accessorio del personale dipendente della Regione Siciliana : travaso (ridotto del 30% per effetto della riduzione del numero di addetti ai gabinetti) delle risorse dell’articolo 88 comma 6 nel Fondo Famp e armonizzazione dell’attuale sistema di pagamento del salario accessorio per tutto il personale con liquidazione delle spettanze su base mensile. Risparmio stimato di 3 milioni di euro.

Riforma dell’attuale programma formativo del personale regionale. Attivare apposita convenzione con le Università siciliane per finanziare un programma specialistico di formazione. Avviare attività con le università siciliane per l’alta formazione del personale e per la costituzione di una Scuola della pubblica amministrazione regionale d’eccellenza dove specializzare il personale regionale, utilizzando fondi europei.

Informatica e innovazione tecnologica: obbligo di adozione di software Open Source (libero, gratuito e alternativo alle applicazioni informatiche proprietarie) nelle postazioni di lavoro – a meno di dimostrate necessità tecnico operative – entro tre anni attraverso apposita legge regionale sull’esempio della Regione Puglia che ha legiferato in tal senso già nel 2012.
A solo titolo di stima si può considerare che il costo per ogni postazione di lavoro può passare da 200-300 euro (per il solo costo software proprietario) a zero. Risparmio stimato circa 4 milioni di euro.

Affitti: taglio del 20 % dei canoni, soppressione dei canoni versati agli amministratori di beni confiscati o sequestrati alla mafia.
Avvio piano di trasferimento di tutti gli uffici centrali e periferici (attualmente in regime di locazione) della Sicilia presso immobili di proprietà regionale e/o confiscati alla mafia. Risparmio stimato circa 50 milioni di euro.

Tra i punti previsti dal documento il potenziamento del carsharing e l’abolizione delle autoblu.

Un’ampia parte del piano dei sindacati è poi dedicata all’assunzione dei testimoni di giustizia “con compartecipazione dello Stato ai relativi costi e destinazione di detto personale regionale presso gli Uffici Giudiziari secondo i principi della legge regionale 6/2005 peril potenziamento degli uffici giudiziari”.

In merito alle 34 società partecipate della Regione, viene proposta la loro chiusura, con confluenza delle competenze e del personale in un’unica Agenzia che applichi il contratto dei dipendenti regionali (come previsto anche dalla giurisprudenza costituzionale). Il risparmio calcolato è di circa 15 milioni di euro sul costo dei vertici e di circa 5 milioni di euro sul personale, per un risparmio totale di 20 milioni di euro.

Per le Ipab, viene proposto lo scioglimento delle attuali 151 con accorpamento di strutture e competenze in 9 IPAB su base provinciale. Nomina di 9 commissari che razionalizzino l’uso delle risorse e del personale su base territoriale. Passaggio all’IRSAP dei locali e dei terreni non utilizzabili per i fini IPAB. Prevalentemente questi beni potranno essere concessi a nuove cooperative giovanili e nuove imprese giovanili per insediamenti produttivi e/o turistici. Applicazione al personale del contratto dipendenti regionali. Il risparmio previsto è di 12 milioni di euro.