Non si tratta su nulla. Sarà una finanziaria di lacrime e sangue soprattutto per il personale regionale, diretto ed indiretto, stabile o precario, e per i consiglieri comunali.

Sembra sia finalmente pronta la finanziaria regionale ed il relativo bilancio di previsione 2015 al quale oggi la giunta dovrebbe dare il via libera (condizionale obbligatorio visti i rinvii di settimana in settimana). Tagli, dunque, ai compensi dei consiglieri comunali (che presenteranno ricorso per illegittimità dei provvedimenti), prepensionamenti di regionali e dipendenti di enti e partecipate con fuoriuscite in un quinquennio (già consumata la spaccatura con i sindacati e indetto lo sciopero per fine marzo), equiparazione del trattamento di quiescenza a quello dei dipendenti dello Stato (altri ricorsi garantiti sul diritto acquisito).

La norma sarà nel pomeriggio sul tavolo della giunta regionale, convocata dal presidente Rosario Crocetta. Per quanto riguarda i consiglieri comunali, anticipa  il governatore, “il compenso massimo previsto non potrà superare il 30% dell’indennità di un assessore e non, come qualcuno ha scritto, il 25% dell’indennità del sindaco perché sarebbe una cifra enorme”.

Per Crocetta “Fare il consigliere non è una professione ma una attività di servizio pubblico che si deve basare in gran parte sulla passione politica e i gettoni devono servire a coprire le spese sostenute per questa attività e non possono corrispondere agli emolumenti di un assessore che lavora a tempo pieno”.

Naturalmente Crocetta si fa scudo delle indagini su gettonopoli “D’altra parte – aggiunge – le vicende morali e giudiziarie che stanno coinvolgendo diversi consigli comunali ci spingono ad assumere decisioni molto rigorose anche a tutela dell’immagine dei tanti consiglieri che svolgono attività politica non per lucro ma per passione politica. Non si può chiedere austerità a tutta la società e poi fare finta che non esistano tali problemi”.

Scontro confermato anche con i sindacati e con tutta la categoria dei dipendenti pubblici di ogni ordine e grado. Il governo prevede un piano quinquennale di prepensionamenti. Chi andrà in pensione quest’anno “non ricevera’ alcuna penalizzazione” assicura Crocetta, chi farà domanda di prepensionamento entro la fine di quest’anno, avendo i requisiti per farlo nell’arco del quinquennio, verrà incentivato. Ma il rischio che l’equiparazione ai parametri statali si concluda con un taglio delle pensioni già esistenti nonostante i contributi versati esiste.

“Gli irriducibili che pensano di fare i furbi e non faranno richiesta – afferma il governatore – ovviamente dal 2016 saranno totalmente equiparati ai dipendenti dello Stato”. Dal 2019 in poi, in modo progressivo, “tutti i dipendenti della Regione avranno lo stesso trattamento pensionistico dei dipendenti dello Stato”.

“Mi pare che ci siano tutte le condizioni per favorire quello sfoltimento della macchina amministrativa più volte raccomandato dalla Corte dei Conti e che il governo non vuole più rinviare. Deve essere chiaro che non stiamo tagliando diritti ma stiamo eliminando privilegi. Tutto ciò è necessario per sostenere le fasce sociali più deboli e incentivare lo sviluppo”.

“Nella finanziaria – prosegue Crocetta – stiamo mettendo insieme politiche di austerità e di tagli agli sprechi, misure di semplificazione della spesa e delle autorizzazioni che possono favorire gli investimenti e incentivare le assunzioni di disoccupati per sostenere quei processi positivi che sono già stati avviati negli ultimi due anni e che hanno portato a un aumento del Pil dello 0,2% e a prevedere per il 2015 un incremento dello 0,6% che noi vogliamo ulteriormente spingere verso l’alto”.

Dunque il governo regionale ed il suo presidente rinunciano allo scontro con Roma e scelgono quello con le parti sociali in Sicilia come chiesto dai poteri romani. 

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