Alcuni li riconosci, altri no. Sono gli italiani a Londra. Ci sono quelli che, nonostante la lontananza da casa, mantengono inalterato il marchio “Made in Italy” e ancor più “Made in Sicily” e si fanno riconoscere per le altezzose e imperiose strade inglesi dall’abbigliamento (immancabile piumino per affrontare il freddo) e dai commenti a volte fuori luogo sul vicino sulla metro (ricordate che qualcuno potrebbe anche capire l’italiano!).

Gli altri si mimetizzano, sono londinesi nel dna. Per loro il piumino è un terribile incubo, escono con le ballerine senza calze anche in pieno inverno, hanno la carnagione trasparente e, a dispetto di quanto si possa dire solitamente sugli italiani, sono degli instancabili lavoratori. Sarà l’effetto “città metropolitana che non si ferma mai” o forse si muovono come schegge impazzite da una fermata del bus ad un’altra per riscaldarsi, fatto sta che sempre più giovani e meno giovani del belpaese si trasferiscono nella big city per trovare lavoro e imparare l’inglese.

E se c’è chi si “accontenta” di un lavoro umile come lavare i piatti nei ristoranti, i bagni da Mc Donald’s o le scale in un centro commerciale (per molti sempre meglio che trascorrere le giornate  sul divano di casa mandando curriculum a destra e a manca senza ricevere risposta), altri puntano a posizioni prestigiose (altro che immigrati che rubano il lavoro agli italiani!).

C’è Giulia che lavora come brand specialist per una nota marca, Antonio che si divide tra due grandi centri commerciali, Selfridges e Harrods, Carmen che gestisce un piccolo ristorante, Margherita che lavora in una banca della City, Salvo che è riuscito a coronare il sogno di diventare pizzaiolo.

E sono solo alcune delle storie italiane che animano la capitale dell’Inghilterra. Storie di giovani pieni di speranze, da una parte alle prese con affitti da capogiro, spese troppo elevate, mancanza della famiglia (nella maggior parte dei casi), difficoltà di adattamento, dall’altra con l’emozione di vivere in una vita che sembrava impossibile e lontanissima, svegliarsi nella città della regina, vedere spuntare la London Eye mentre percorri le vie della città per andare a lavorare, vivere a contatto con il mondo.

Per qualcuno è una città dover poter trovare l’amore, per altri il successo, per altri ancora rappresenta “l’ultima speranza”. Ma per tutti Londra è più di ogni altra cosa una possibilità. Ecco perché quando chiedi “Ma perché sempre Londra?” in molti, come diceva Cesare Cremonini in una canzone, ti rispondono “Amiamo l’Inghilterra”.