Si candideranno in massa alla carica di sindaco metropolitano di Palermo per protestare “nei confronti dell’attuale stato confusionale” della Regione Siciliana in merito ai dubbi sulla legittimità costituzionale della riforma che istitutisce città metropolitane e liberi consorzi.
L’azione di portesta è stata concordata nel corso di una riunione autoconvocata dai sindaci che si è tenuta oggi pomeriggio a Villa Niscemi.
“Si è convenuto – si legge in una nota dell’Anci Sicilia – di dare una risposta forte alla mortificazione della dignità dei sindaci e delle amministrazioni comunali da parte del Governo, dell’Assemblea Regionale Siciliana, a tal fine in vista della scadenza per la presentazione delle candidature a sindaco metropolitano di Palermo si è convenuto che ciascun sindaco presenterà la propria candidatura per protestare nei confronti dell’attuale stato confusionale di una Regione che tiene i segretari generali e le amministrazioni comunali nell’incertezza su: legittimità costituzionale della legge, ad oggi ha ignorato l’impugnativa fatta dal Governo nazionale e non ha fornito alcuna indicazione sul metodo di svolgimento di queste elezioni, che dovrebbero rappresentare un modello alto sia dal punto di vista istituzionale che dal punto di vista politico.
Sono già pronti a candidarsi i sindaci di Alia, Altavilla Milicia, Balestrate, Baucina, Belmonte Mezzagno, Bisacquino,
Bolognetta, Bompietro, Borgetto, Campofelice di Fitalia, Camporeale, Capaci, Castelbuono, Casteldaccia, Castellana Sicula, Castronovo, Cefalà Diana, Cefalù, Chiusa Scalafani, Ciminna, Cinisi, Contessa Entellina, Corleone, Ficarazzi, Gangi,
Giuliana, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Monreale, Isnello, Isola delle Femmine, Lercara Friddi, Palazzo Adriano, Palermo, Piana degli Albanesi, Prizzi, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela
Santa Flavia, Terrasini, Trappeto, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villabate, Villafrati.
L’Anci Sicilia comunica che sono attese altre adesioni da parte di comuni della provincia di Palermo.
Inziative di protesta analoghe sono in corso anche nelle altre ex Province siciliane.