Si chiama DNA ma non ha niente a che fare con la scienza o la medicina. Altro non è che l’acronimo di “Democrazia, natura e amore”, il nuovo partito con il quale la star dell’eros Ilona Staller, meglio nota come Cicciolina, torna nuovamente in politica. La notizia, diffusa qualche settimana fa, è stata adesso confermata ufficialmente.

Dopo la sua esperienza come deputato dei Radicali che le è valsa il vitalizio, la Staller sarebbe pronta a rimboccarsi le maniche con “un progetto politico che – assicura – non è nè di destra, nè di sinistra, nè di centro, è al di sopra”.

Una nuova avventura politica da condividere con il compagno Luca Di Carlo (presidente di Dna insieme alla Staller), chiacchierato avvocato balzato sulle pagine dei giornali scandalistici come possibile partner di Nicole Minetti in un film hard.

Agguerrita quanto basta in vista della campagna elettorale, Cicciolina ha già fatto sapere di aver scelto la rete quale mezzo di interlocuzione privilegiato per raggiungere i cittadini. Spenderà non più di 100.000 mila euro per comizi e cartellonistica e poi punterà tutto su Facebook.

Tra i suoi obiettivi, un chiaro programma di azioni per contrastare la crisi, a partire dalla divisione equa dei pubblici impieghi, e poi il riconoscimento al merito. Meno burocrazia ma più concorsi pubblici attraverso i quali selezionare solo le persone più qualificate.

Ilona Staller debutta nel mondo politico nel 1979, quando viene candidata nella “Lista del Sole”, senza tuttavia conseguire un rilevante successo personale. Nel 1985 passa al Partito Radicale.
Entra a Montecitorio nel 1987 con l’elezione a deputato nella X legislatura con 20.000 preferenze, risultando seconda, nelle liste del Partito Radicale, solo a Marco Pannella.

Quattro anni più tardi, insieme a Moana Pozzi, si candida nel Partito dell’Amore fondato da Riccardo Schicchi e Mauro Biuzzi, con il quale si ripresentò alle elezioni, ottenendo questa volta pochi consensi.

ve.fe