Non è bastata la nomina di un assessore regionale, Piergiorgio Gerratana da Rosolini alla guida del territorio ed ambiente, ne la discesa in campo di Davide Faraone, per permettere al renziano Giovanni Cafeo di scavalcare Bruno Marziano ed entrare in assemblea regionale siciliana. Gli equilibri interni al Pd restano invariati con Marziano riconfermato all’ars con 47 voti di distacco sul renziano Cafeo. Al contrario la maggioranza nel suo complesso perde un voto. Quello di Pippo Gianni che eletto nel Pid ma passato al Pdr di Cardinale e dunque in maggioranza, dovrebbe lasciare lo scranno di sala d’Ercole a Pippo Gennuso, candidato Mpa oggi verso l’adesione al gruppo di Forza Italia.

Sembra sia questo il risultato delle elezioni suppletive nel siracusano dove si è votato nella giornata di ieri per disposizione del Cga dopo una lunga battaglia giudiziaria lanciata proprio da Gennuso che contestava schede sparite.

Mancano ancora dati finali e soprattutto ufficiali. Fra le anomalie di queste elezioni suppletive, infatti, c’è la mancata organizzazione di un centro di raccolta e di uno speciale elezioni come sempre avviene sui siti istituzionali. Bisognerà, dunque, attendere i verbali finali per avere certezze.

Di certo c’è che si è votato solo in 9 sezioni, 6 di Pachino e 3 di Rosolini. Bassa l’affluenza nel primo comune fermatosi al 32,47%; più alta a Rosolini dove ha votato più della metà degli elettori con affluenza del 59,53%.

Elezioni, dunque, che modificano, anche se non sostanzialmente, gli equilibri regionali e non mancheranno di ingenerare ulteriori polemiche.

Immediato il commento del segretario del pd siciliano Fausto Raciti che augura “Buona continuazione di lavoro a Bruno Marziano, che viene riconfermato al termine di elezioni suppletive che comunque erano, e restano, discutibili”.

“Allo stesso tempo – aggiunge Raciti – discutibile è stato il comportamento del Presidente della Regione che invece di tenere le distanze da una scelta che riguardava gli elettori del Pd, con le sue azioni ha trasformato questa mini-tornata elettorale nell’ennesimo referendum, ancora una volta perso”.

“Credo che in molti – conclude Raciti – a cominciare dal presidente Crocetta, dovrebbero riflettere su come è stata gestita questa vicenda, e sul suo esito”.

Perfino più caustico il deputato Antonello Cracolici “Quando scendono in campo gli assessori di Crocetta, perdono: era già successo alle europee, è accaduto di nuovo alle suppletive di Siracusa. Mi chiedo quante altre volte il Presidente della Regione intenderà piegare il suo governo ad interessi elettorali e di parte, e quante altre volte dovrà essere sconfitto per capire che la sua ‘rivoluzione di carta’ è bocciata dai siciliani, e così non si può andare avanti”.

“Sono felice per il risultato di Bruno Marziano – conclude Cracolici – questa riconferma premia il suo lavoro portato avanti all’Ars e premia, evidentemente, la scelta di prendere le distanze dai pasticci messi in atto dal governo Crocetta”.

Il voto suppletivo di Pachino e Rosolini  secondo Forza Italia  dimostra che “il vento in Sicilia sta cambiando direzione”. Il capogruppo all’Ars, Marco Falcone, commenta così: “Il mondo Crocetta, in grande difficoltà, si sfalda giorno dopo giorno di più, perdendo pezzi vitali e soprattutto la fiducia dei cittadini. La conferma giunge dalle urne, con l’importante risultato ottenuto dai candidati di centrodestra, capaci di interpretare il desiderio di cambiamento della popolazione. Intanto il governatore è sempre più solo, a sostenerlo una maggioranza traballante, incapace di garantire governabilità e crescita alla Sicilia. La conferma di Marziano nel duello interno al Pd la dice invece lunga sul livello di insoddisfazione tra i democratici sull’operato di Rosario Crocetta”.