Le Amministrative siciliane potrebbero far ricomporre il vecchio centrodestra che si sgretolò prima delle ultime elezioni regionali. Anche se si tratta di indiscrezioni, i segnali sono piuttosto eloquenti: il coordinatore regionale di Forza Italia, Enzo Gibiino, ha fatto sapere che sono in corso colloqui con Ncd e con l’Udc, mentre dallo scudocrociato fanno sapere che non parteciperanno alle primarie del centrosinistra. Insomma due indizi fanno una prova, almeno così si dice.

Stamani una nota del presidente dell’Udc, Gianpiero D’Alia precisa che il suo “non è un partito di centrosinistra e dunque non ha senso che partecipi a primarie di questa coalizione o addirittura del Partito Democratico”.

L’ex ministro poi striglia il Pd dicendo che “in moltissimi dei comuni siciliani che andranno al voto si è sistematicamente rifiutato di confrontarsi con il nostro partito”.

Gibiino, pur ricordando che c’è qualche anomalia visto che “Ncd a Roma è al governo e a Palermo è all’opposizione, mentre l’Udc sostiene entrambi i governi”, ammette di avere incontrato già due volte il candidato dello scudocrociato ad Agrigento, Lillo Firetto.

Ciò che rende complessa la reunion del centrodestra così come lo abbiamo conosciuto fino a qualche tempo fa è la dura presa di posizione di Matteo Salvini che è già sbarcato in Sicilia ammiccando con personalità politiche che hanno una storia decisamente non di sinistra.

Il leader leghista (che ad Agrigento ha un proprio candidato sindaco, Marco Marcolin) ha fatto sapere che nell’Isola farà valere il suo ‘niet’ ad un accordo con Ncd. Sebbene le amministrative siano spesso frutto di intese (o pasticci) locali quelle in programma a fine maggio potrebbero rivelarsi la cartina di tornasole di probabili nuovi-vecchi assetti politici.