Sembrava fatta! Elezioni anticipate a novembre o ad aprile ma comunque elezioni anticipate. Ed il Pd  si era speso davvero stavolta sfiduciando il direzione il proprio presidente della Regione.

Sembrava fatta, dicono i sostenitori dello ‘staccare la spina’ a Crocetta a cominciare da Fabrizio Ferrandelli. Mancava solo la ratifica dell’Assemblea del partito, dopo gli incontri romani.

Ma nella terra di Pirandello e del Gattopardo non ci sono certezze che reggano più di una notte o del breve volgere di un week-end. Così l’imprevisto ed imprevedibile è accaduto ancora una volta. Il Pd si ricompatta intorno ad un Presidente della regione che cambia completamente atteggiamento e propone una nomina anziché farla.

Senza dirlo chiaramente la giunta Crocetta diventa, poco alla volta, sempre più politica. I tecnici cadono uno ad uno e vengono sostituiti dai politici anche nei settori strategici dell’amministrazione.

Così Pistorio prende il posto di Leotta alla Funzione Pubblica e alle Autonomie Locali e ora Gucciardi prende il posto di Lucia Borsellino alla sanità. Udc e Pd hanno messo gli uomini chiave nei posti chiave e la legislatura può andare avanti.

Ma se per l’Udc non ci si sorprende, qualche sorpresa c’è, invece, guardando al Pd. Gucciardi non sembrava essere proprio l’uomo di punta. In realtà la sua è più una figura di mediazione fra le varie anime del partito e lo stesso presidente della Regione. Tutti contenti? Beh forse tutti moderatamente scontenti ma la forza della politica è proprio questa.

Posto, a furor di popolo Pd, Gucciardi sulla poltrona della sanità, si assiste ad un grande ritorno: Antonello Cracolici capogruppo. Quello stesso Antonello Cracolici che era capogruppo nella scorsa legislatura e che è finito, insieme a tutti gli altri in realtà, nel calderone dell’inchiesta sull’uso dei fondi dei gruppi. Una inchiesta, bisogna avere il coraggio di dirlo, che non ha ne capo ne coda e che finirà probabilmente con un nulla di fatto.

Quello di Cracolici è, comunque, un ritorno che riporta equilibrio nel Pd. La nomina di Gucciardi, insomma, sopisce il malcontento (che continua a serpeggiare) e chiude un patto che potrebbe far saltare ogni voglia di elezioni anticipate. Si apre, piuttosto, la corsa al rimpasto nelle Commissioni parlamentari. Cracolici potrebbe (anche se non è detto che lo faccia, almeno non subito) lasciare la presidenza della I Commissione Affari Istituzionali e il posto è molto ambito. Ad iniziare dai cuoi compagni di partito, ma non soltanto da loro.

Di elezioni da domani non si parla più. L’eventualità, adesso, è interamente affidata a due fattori esterni alla politica siciliana. Da un lato le inchieste che potrebbero travolgere tutto e tutti, dall’altro le scelte romane. Se Renzi dovesse veramente decidere di andare ad elezioni anticipate in primavera questo potrebbe sparigliare i nuovi patti siciliani.

Su tutto, però, c’è una cosa che forse la politica siciliana, o almeno il Pd,  ha sottovalutato: le responsabilità del governo Crocetta adesso sono veramente in capo al Partito democratico e non più solo al governatore. Con questa scelta difficilmente il Pd potrà smarcarsi, domani, da quanto accaduto in questi anni e da quanto accadrà nei prossimi mesi. Cracolici che sono una decina di giorni fa raccontava ai suoi del malcontento dilagante fra la gente comune, cosa starà pensando oggi di quello stesso malcontento dalla poltrona di capogruppo?