L’elezione del sindaco metropolitano di Palermo, Messina e Catania e dei presidenti dei Liberi consorzi dei comuni si celebreranno domenica 29 novembre. Lo ha deciso poco fa la giunta regionale.

La scelta di tale data – dice il presidente della Regione, Rosario Crocetta – è legata alla necessità di rendere nota la prima applicazione delle nuove procedure e alla necessità di dare ai sindaci un periodo più ampio possibile, per consentire loro di preparare le candidature e raggiungere gli accordi necessari”.

Potranno essere eletti quei sindaci il cui mandato non scade entro i prossimi 18 mesi, questione che ha fatto infuriare l’Anci Sicilia che ha avanzato dubbi di legittimità costituzionale anche su altri aspetti della riforma.

Il sindaco metropolitano rimarrà in carica fino a quando sarà amministratore della città di provenienza, mentre la giunta sarà successivamente eletta fra i nominativi che lo stesso sindaco metropolitano proporrà una volta insediato. Nello specifico presenterà una lista pari a tre volte il numero degli assessori della Città metropolitana e alla carica potranno concorrere anche i consiglieri comunali. 

Sulla legge regionale, però, si allungano dubbi che la pongono a rischio impugnativa da parte del Consiglio dei ministri. Gli aspetti, fondamentalmente, sono due: il primo riguarda l’esclusione di un’ampia platea di possibili candidati dalle elezioni di secondo livello, il secondo è economico finanziario visto che la norma mancherebbe degli strumenti gestionali necessari ed opportuni e dunque rischierebbe di incidere sui bilanci pubblici e sui servizi che i nuovi consorzi devono gestire per i cittadini anche per effetto della disomogeneità territoriale che si profila in virtù delle libere adesioni dei comuni a questo o a quel Consorzio.

Va ricordato che la legge Delrio che si applica nel resto del Paese, invece, vuole che il primo cittadino del comune capoluogo in automatico diventi anche il sindaco dell’Area (in Sicilia Città) metropolitana.

Quanto agli accordi a cui fa riferimento anche il governatore Crocetta nella nota in cui annuncia la data delle elezioni, va detto che è già in atto una campagna elettorale che ha resuscitato correnti e segreterie: se la legge non sarà impugnata vincerà chi ha il maggior numero di consiglieri comunali in ogni territorio.