Giuseppe Gennuso scalza Pippo Gianni e rientra all’Ars, mentre Bruno Marziano conferma il proprio seggio avendo la meglio sul renziano Giovanni Cafeo, battuto – a quanto pare – per 47 voti. Sono queste le novità sostanziali scaturite dalle elezioni regionali suppletive in nove sezioni del collegio di Siracusa.

Gli elettori richiamati alle urne da una decisione del Cga e dopo il ricorso presentato da Salvatore Midolo e firmato anche da Gennuso sono stati quelli delle sezioni 3, 7 e 11 di Rosolini e 2,11,13,14,15 e 23 di Pachino.

In pratica si sono portate indietro le lancette di quasi due anni, quando si celebrano le Regionali che portarono all’elezione di Rosario Crocetta. Ma in questi 24 mesi – un’era geologia per la politica – sono cambiati scenari e addirittura partiti. Il Pdl, ad esempio, non esiste più e così Pippo Gennuso, che oggi è vicino a Forza Italia, ha corso sotto i colori del Pds-Mpa, la formazione in cui militava allora.

“Ci sono voluti due anni di battaglie legali ma alla fine la giustizia è stata ristabilita e il voto degli elettori è rispettato, col ritorno all’ARS di Pippo Gennuso, di cui ben conosciamo l’esperienza e la qualità dell’azione parlamentare.” Ha affermato Roberto Di Mauro, capogruppo del PdS MpA all’Assemblea Regionale, che così commenta il voto supplettivo in provincia di Siracusa.

Nel Pd, invece, il cuperliano Bruno Marziano conferma la propria poltrona a Sala d’Ercole battendo Giovanni Cafeo, renziano. I dati sono ancora ufficiosi, ma non dovrebbero esserci novità stravolgenti. 

“Esprimo soddisfazione per un risultato che mi conferma parlamentare della Regione siciliana”, ha detto Marziano ringraziando gli elettori di Pachino e Rosolini.

“Ringrazio – si legge in una nota –  in particolar modo il gruppo dirigente del Pd di Pachino, gli amici di “Io cambio Pachino” e quanti mi hanno sostenuto in questa difficile battaglia elettorale. Questo risultato rafforza ancora di più il mio sostegno alla giovane amministrazione di Pachino che ha rappresentato il cambiamento rispetto al passato, e consolida il mio impegno affinché a Rosolini possa nascere un circolo del Pd che si riconosca nell’attuale direzione politica del partito. Anche a Rosolini, così come avvenuto a Pachino, serve il cambiamento”.

La sentenza del Cga che ha riportato al voto una parte degli elettori di Pachino e Rosolini fa esplicito riferimento all’utilizzo della “scheda ballerina”: schede sparite e poi però ritrovate che adesso sono diventate anche argomento di un’inchiesta della Procura di Siracusa che ha disposto il sequestro della documentazione elettorale del 2012 relativa a quelle sezioni dei comuni di Pachino e Rosolini.

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