Animalisti sul piede di guerra contro la situazione di degrado in cui si trova da anni il canile comunale di Palermo. Le associazioni hanno presentato formale diffida nei confronti dell’amministrazione comunale. Stamattina i consiglieri comunali di Idv, Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti, hanno effettuato un sopralluogo nella struttura di via Tiro a Segno appoggiando la protesta degli animalisti che hanno presentato una formale diffida.

“Far svolgere a un’associazione il servizio di prelievo dei cani è un’assurdità, – dichiarano Occhipinti e Caracausi – specie per le criticità denunciate dagli animalisti: non è così che si risolve il problema del canile comunale di Palermo che, come certificato dall’Asp lo scorso 29 giugno, sta esplodendo e non è più adatto ad accogliere i cani senza padrone”.

“Nonostante la gara per la ristrutturazione del canile – dicono Caracausi e Occhipinti – il Comune non riesce da due anni a trovare una soluzione temporanea per ospitare altrove i 450 cani. L’Asp, in una nota, ha evidenziato tutte le criticità che noi denunciamo da tempo ma il Comune ha solo saputo chiamare l’associazione Agada di Trabia per il servizio di prelievo degli animali. Una scelta contro cui è stata presentata dagli animalisti una formale diffida perché la Agada non sembra in possesso dei necessari requisiti e qualifiche, per non parlare del fatto che il comune di Trabia, dove l’associazione ha sede, ha impedito loro di ospitare i cani. Capiamo l’emergenza e la fretta di trovare soluzioni, ma quali sono le basi giuridiche su cui poggia questa soluzione? Giungono voci secondo cui la Agada non applicherebbe la schedatura-tracciatura prevista dalla legge regionale in vigore, per il riscontro della microcippatura e per la regolare prassi di controllo sanitario. Abbiamo chiesto all’assessore Raimondo di bloccare quanto fatto, visto inoltre che oggi si è chiuso l’avviso per l’individuazione dei rifugi satelliti”.

“Abbiamo manifestato la nostra forte perplessità per il fatto che lo stesso servizio di prelievo dei cani sul territorio di Palermo sia stato pagato due volte (ad Agada e ad Ada), con un danno erariale evidente per le casse del Comune – concludono Caracausi e Occhipinti – evidenziamo però anche la mancanza del servizio di reperibilità notturna, che è incredibilmente bloccato per poche migliaia di euro. Se dovesse andare a vuoto l’avviso per le strutture satellite, si usi un terreno confiscato”.