Natale è alle porte, ma a Catania è sempre tempo di proteste: due oggi nel centro storico del capoluogo etneo. Davanti la Prefettura si sono dati appuntamento i rappresentanti e gli esponenti dei diversi sindacati per denunciare il grave disagio determinato dall’emergenza casa.

Secondo le parti sociali ogni anno a Catania e nella sua provincia, almeno 800 nuclei familiari perdono la casa. La crisi economica ha comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro riducendo le famiglie in condizioni di disagio gravissime. Tra i più colpiti gli anziani, gli esodati, i giovani con figli, le donne.

Il sit – in, organizzato da S.U.N.I.A, S.I.C.ET e U.N.I.A.T con la collaborazione di Cgil, Cisl e Uil, ha lo scopo di chiedere alle istituzioni una somma adeguata per l’emergenza casa e l’assistenza agli sfrattati, insieme con la riqualificazione di immobili pubblici non utilizzati.

“Negli anni non siamo riusciti a mettere a disposizione alloggi chiusi, alloggi da ristrutturare, alloggi che potremmo dare come risposta alle emergenze”, ha detto Carlo D’Alessandro, segretario generale della Sicet. Una delegazione dei sindacati è stata ricevuta dal vice-prefetto.

Una seconda protesta è stata invece inscenata dagli studenti dell’Istituto Tecnico Archimede, indignati dalla riforma della “Buona scuola”, promossa dal governo Renzi, e dalla installazione del MUOS, impianto satellitare statunitense che si trova a Niscemi.

Le due manifestazioni hanno rallentato la viabilità del centro storico catanese già congestionato dal traffico per lo shopping natalizio.

a cura di Sabrina Francalanza