Certo la città di Messina non si distingue per spiccati livelli di civiltà, anzi considerando la gestione dei rifiuti urbani, taluni potrebbero anche considerarla un “porcile”; a supporto di tale teoria ecco materializzarsi una vera e propria invasione di cinghiali.

A quanto pare questi animali selvatici si sarebbero moltiplicati senza alcun controllo, nei colli che circondano il capoluogo peloritano, e adesso spinti dalla fame, sono giunti pericolosamente a ridosso delle zone abitate. A rendere ancor più allarmante la situazione, è la presenza di scrofe con cuccioli al seguito.

Inizialmente gli avvistamenti riguardavano le zone periferiche di Gesso, San Michele, Castanea e Salice; ma le ultime notizie parlano d’incontri ravvicinati anche nella zona centrale del viale Regina Elena. A peggiorare l’emergenza e rischi sanitari connessi, sembra che molti di questi esemplari siano affetti da tubercolosi.

La situazione potrebbe presto volgere al peggio: più tempo passa e maggiori sono le possibilità che i messinesi subiscano un’aggressione o siano infettati. Eppure il Prefetto aveva già segnalato al sindaco Renato Accorinti la gravità della situazione; senza che quest’ultimo prendesse provvedimenti in merito.

Forse si attende una vittima prima di correre ai ripari o magari nelle intenzioni del sindaco ambientalista è presente la volontà di trasformare Messina in una grande riserva faunistica per animali selvatici? La stagione venatoria è alle porte, e forse toccherà ai cacciatori nostrani far fronte all’emergenza.

Tuttavia, se i cinghiali fossero davvero malati di tubercolosi, l’abbattimento e la successiva rimozione della carcassa potrebbe rappresentare un rischio per la salute pubblica. In attesa che il Comune prenda seri provvedimenti, non ci resta che affidarci al fato, nella speranza che non sia un evento di cronaca a obbligare il primo cittadino verso adeguate soluzioni all’emergenza.

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