Le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil proclameranno uno sciopero generale nazionale dei lavoratori nei siti Eni, probabilmente fissata per il prossimo 25 luglio, contro la chiusura della raffineria di Gela e la cancellazione del piano di investimenti da 700 milioni di euro.

Intanto, nel sito gelese i lavoratori hanno inasprito i toni della protesta, che dura ormai da dodici giorni, fermando il cambio turno agli impianti e puntando a bloccare i pochi impianti in funzione. Tra le società coinvolte dalle contestazioni, vi è anche la Enimed che si occupa di estrazioni di greggio, operante nella piattaforma Perla in mare e in circa 50 pozzi a terra, per una raccolta giornaliera di 150 milioni di metri cubi di petrolio. Col mancato servizio in raffineria, infatti, risulta impossibile svuotare i serbatoi e riempirli con nuovi versamenti.

Situazione altrettanto problematica nel sito di Ragusa, il cui petrolio viene di norma stoccato a Gela. Una soluzione sembrerebbe il trasferimento dell’attività a Priolo.

Sul fronte istituzionale, nulla di fatto in commissione Ambiente al Senato, dove oggi avrebbe dovuto tenersi l’audizione del presidente della Regione Crocetta. Domani, invece, ulteriore seduta straordinaria del consiglio comunale allargata ai Comuni del comprensorio, in concomitanza con la riunione del cda Eni.