La battaglia sindacale in difesa della raffineria Eni di Gela rischia di avere ripercussioni anche sull’estrazione del petrolio dai pozzi di Ragusa.

Con i centri-oli di Gela presidiati dai lavoratori che bloccano l’arrivo delle autocisterne cariche di greggio è infatti in pericolo la continuità operativa dell’importante giacimento ibleo di contrada Tresauro, uno dei più importanti d’Italia per qualità e quantità.

Il fermo delle pompe potrebbe portare all’intasamento dei pozzi. Enimed, l’azienda dell’Eni che gestisce la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti, ha espresso serie preoccupazioni nel merito. Ma anche a Gela si rischia di dover fermare da un momento all’altro l’attività estrattiva per la saturazione dei serbatoi di raccolta.

Problemi anche con il depuratore biologico e con altri impianti di servizi legati all’ambiente e alla sicurezza per la mancanza di personale conseguente ai blocchi delle vie d’accesso ai siti industriali.

Domani alle 11 la vertenza Gela approda in consiglio comunale dove l’assemblea elettiva cittadina si riunisce in seduta straordinaria e urgente insieme con la giunta gelese e i sindaci del territorio alla presenza del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta.

Si tenta di concordare una strategia unitaria di lotta per contrastare il piano di disimpegno dell’Eni nell’Isola, mentre si attende che, su richiesta di Crocetta e dei sindacati, Renzi convochi l’ente petrolifero a un tavolo di negoziato con le parti sociali e le istituzioni.