Nello stabilimento Eni di Gela c’è “un pericolo imminente con esposizione a rischio di incidente rilevante se nell’ambito delle proteste dei lavoratori non sarà ripristinata una regolarità del cambio turno sebbene ritardato ma all’interno dei tempi compatibili con la gestione della sicurezza del personale e degli stessi impianti”.

E’ sulla base di questa nota, inviata dalla Direzione della raffineria di Gela RAGE in prefettura, a Caltanissetta, sabato scorso, che il prefetto Carmine Valente ha disposto, ieri pomeriggio, la precettazione di 44 operai dell’Eni di Gela.

Tutti gli addetti, inseriti nell’elenco, sono entrati ieri sera alle ore 22 nello stabilimento superando i presidi spontanei che si trovano al di fuori della raffineria e hanno dato il cambio ai colleghi che si trovavano nella strutta dalle ore 14 di lunedì scorso.

Gli impianti della raffineria di Gela sono fermi dal 15 aprile scorso a seguito di un incidente e che ha provocò un sequestro da parte della Procura della Repubblica. Nonostante il pronto dissequestro, però, gli impianti sono rimasti fermi per volontà dell’azienda.

Con il passare dei giorni, dopo la notizia che l’Eni intendeva rinunciare all’investimento da 700 milioni annunciato, i lavoratori dell’indotto e del diretto hanno posto in essere forme di protesta inizialmente con presidi dimostrativi per poi potenziarli con il blocco degli accessi del sito industriale, impedendo il regolare flusso in entrata e in uscita dei mezzi, pur garantendo l’accesso agli addetti alla sicurezza.

Per affrontare la questione, dopo che anche ieri vari consigli comunali dei comuni limitrofi si erano riuniti in seduta straordinaria davanti alla Raffineria di Gela per protestare contro l’intenzione di Eni di ridimensionare notevolmente l’impianto e i posti di lavoro, questo pomeriggio il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, sarà ascoltato dalla commissione Ambiente al Senato guidata dal senatore Giuseppe Marinello.

Il governatore siciliano, che è peraltro un ex dipendente dell’ Eni di Gela, ha già fatto sapere che si opporrà in tutti i modi al ridimensionamento della Raffineria di Gela, preannunciando anche azioni risarcitorie nei confronti di Eni.