Si è concluso con un rinvio, o peggio ancora con una pesante rottura da recuperare il tavolo di ieri sera al ministero dello Sviluppo economico sullo stabilimento Eni di Gela.

Il piano proposto dall’azienda secondo i sindacati presenti sarebbe “inaccettabile” e per tale motivo hanno annunciato sin da oggi un programma di lotta con scioperi che interesseranno tutte le fabbriche Eni.

Secondo le previsioni fornite durante l’incontro dalla società, nei prossimi tre anni verranno effettuati investimenti per 2,25 miliardi di euro in territorio siciliano e nel suo off-shore, ma di questi solo 250 milioni andrebbero alla riconversione della raffineria di Gela per la produzione di bio-carburanti. La fetta più consistente, pari a 1,8 miliardi, è invece destinata a ricerca, perforazione e sfruttamento di nuovi giacimenti di gas e di petrolio. I rimanenti 200 milioni dovranno servire per effettuare le necessarie bonifiche e per la creazione di un centro di formazione specialistica del personale su produzione e sicurezza.

Nel complesso delle attività previste, solo 790 dipendenti diretti troverebbero occupazione, a fronte degli attuali 1.200 in servizio.

“L’Eni si è irrigidita su un piano industriale per Gela che non c’è più, visto che il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha detto che avrebbe revocato le autorizzazioni per le attività di estrazione e ricerca al centro della nuova proposta”, ha dichiarato il segretario generale della Filctem-Cgil, Emilio Miceli, che, insieme ai segretari di Femca-Cisl Sergio Gigli e Uiltec-Uil Emilio Miceli, ha ribadito la “posizione di rigidità dell’azienda” rispetto alle richieste di riavviare gli impianti di Gela e di Porto Marghera, come previsto dagli accordi precedenti.

”Ribadiamo la necessità – concludono – di un intervento diretto della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di riconfermare la valenza strategica del settore industriale del gruppo Eni nel Paese”.

A conclusione del tavolo, il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha riconvocato il tavolo sullo stabilimento Eni di Gela per le ore 12 di oggi, nella speranza di ”riavviare il dialogo” alla ricerca di una soluzione condivisa.