Concentramento al museo archeologico di Gela il prossimo lunedì alle ore 9 per protestare contro la chiusura dell’Eni e chiedere interventi per lo sviluppo del comprensorio. All’audizione prevista ieri per affrontare la vertenza, grandi assenti i rappresentanti dell’azienda.

La manifestazione è stata organizzata dalle sigle Cgil, Cisl e Uil e vi prenderanno parte la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, il segretario generale nazionale della Uiltec Uil, Mario Pirani e il segretario generale della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava i quali terranno dei comizi. Presenti inoltre i segretari generali di Cgil e Uil Sicilia, Michele Pagliaro e Claudio Barone. 

Le tre segreterie hanno inviato una lettera ai sindaci della provincia di Caltanissetta per un richiamo alla protesta unitamente a cittadini e consigli comunali. 

Alla segretaria generale della Cgil, don Luigi Petralia, assistente spirituale del governatore della Sicilia e parroco del quartiere “Santa Lucia” ha inviato una lettera-appello affinché si impegni a salvare i 3.500 posti di lavoro a rischio. “Il diretto non lo licenziano, ma lo trasferiscono! – si legge nella missiva – E dove? Magari in Africa, in Mozambico! Riguardo all’indotto: avrebbe un lavoro momentaneo che a lungo termine si perderebbe. Forse che Renzi i voti li riceverà dall’Africa?”.

Il parroco boccia un’eventuale proposta di riconversione in bio-raffineria dell’impianto di Gela: “Significa in pratica la chiusura”, perché “abbatte di molto il volume di lavorazione rispetto a quello attuale”.