Giovani e talentuosi. Sono gli interpreti che dal 10 al 14 febbraio saliranno sul palcoscenico del Teatro Ariston di Sanremo per le Nuove Proposte del 65° Festival della Canzone Italiana.
Hanno dovuto affrontare una selezione davvero rigorosa, erano quasi mille, sono rimasti in 8.
Tra loro c’è anche un siciliano doc, Giovanni Caccamo, 24 anni di Modica.

A Sanremo porterai il brano “Ritornerò da te”. Cosa puoi anticiparci?

E’ un brano che ho scritto da non molto e in realtà il senso del pezzo più che ritornerò da te che potrebbe alludere a un significato d’amore è un ritornerò da me, cioè un auspicio che faccio ad ognuno di noi di ritrovare se stessi in questo mondo che corre e a volte non capiamo bene dove va. Spesso ci perdiamo cose essenziali che abbiamo a disposizione, come questa figata che è la vita appunto. La cosa bella delle canzoni è che sono al servizio di chi le ascolta, quindi ognuno riuscirà poi a dare la propria interpretazione, è quello che mi auguro.

Sei considerato la nuova scommessa della Sugar, l’etichetta discografica di Caterina Caselli che ha portato al successo nomi divenuti noti nel panorama musicale, come i Negramaro, Elisa, Malika Ayane. Una grande opportunità per te ma anche una responsabilità non indifferente…

Ci sono state delle occasioni in questo mio percorso in cui la responsabilità poteva creare dell’ansia, come quando Franco Battiato mi ha chiesto di aprire i suoi concerti. In realtà in questi casi la cosa che ti salva è essere te stesso e non pensarci. Sono carico di entusiasmo per questo percorso con Caterina Caselli e Sugar considerato che viene da anni di lotte personali per conquistarlo, cerco di godermela con semplicità.

Come hai anticipato, nonostante la tua giovane età, hai già all’attivo collaborazioni importanti come quella con Battiato. Quali insegnamenti e suggerimenti ti ha trasmesso questo grande maestro della musica?

La cosa più bella che ho ricevuto da lui è stato il credere in me stesso e prendere consapevolezza di quello che faccio. Lui standomi accanto artisticamente e a livello umano è riuscito a darmi sicurezza e ad evidenziare quelle che sono le mie capacità. Mi ha aiutato ad essere me stesso.

La musica è anche innovazione per incontrare i gusti del pubblico. Con “Live at home” tu sei andato a suonare a casa della gente. Ci racconti questa esperienza?

Dopo i concerti con Battiato mi sono reso conto che il pubblico ha sempre una percezione dell’artista come una persona a sé, distante dal pubblico stesso. Nel mio modo di concepire la musica e il concerto c’è proprio uno scambio tra l’artista e il pubblico. Io scrivo storie, quindi l’incontro tra le anime per me è una risorsa. In più il mio sogno era fare un tour, in quel momento non avevo né i soldi né il pubblico e quindi ho creato un contest on line in cui chiunque avesse un pianoforte in casa poteva candidare il proprio salotto come palcoscenico del tour. Ho fatto 54 date in tutta Europa, un’esperienza splendida.

Torniamo a Sanremo. Conosci già qualcuno degli altri interpreti che concorreranno nella sezione “Nuove Proposte”?

Sì, ci siamo incontrati un paio di giorni fa. Io credo che il modo migliore per affrontare questa gara sia quello di fare squadra, divertirci, è un’occasione meravigliosa che sicuramente capita una sola volta nella vita. Poi chissà cosa riserva il futuro, ma la cosa più bella è vivere oggi. Cerchiamo di godercela facendo squadra.

Cosa ti piacerebbe che pensassero tutti coloro che vedranno la tua esibizione dal palco dell’Ariston?

La parola che tengo bene in mente sia quando scrivo, che quando mi approccio ad un pubblico, o anche quando suono nella mia stanza da solo è la parola autenticità. Spero che possa arrivare questo.