Hashish e marijuana di ottima qualità, eroina e cocaina ‘in pietra’.

Prende il nome dalla droga ‘purissima’ l’operazione ‘Kepha’ dei carabinieri del Comando provinciale di Siracusa che ha smantellato un’organizzazione specializzata nel traffico e nello spaccio di stupefacenti.

Kepha, in aramaico, vuol dire ‘roccia, pietra’. Il nome di tradizione biblica e’ il soprannome che Gesù diede all’apostolo Simone nella famosa frase “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”.

La denominazione scelta, per un verso, evoca la specifica natura dello stupefacente sequestrato durante l’attività investigativa, stupefacente che si presentava in cristalli, in “pietra” appunto, caratterizzato da una elevata purezza e, quindi, da una altissima  potenzialità lesiva e da una eccezionale capacità di guadagno per le dosi singole commerciali ricavabili.

Per un altro verso evidenzia la durezza dell’azione delle Istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata nella zona sud della provincia di Siracusa, aggiungendo un’altra “pietra” al “muro della giustizia” che lo Stato, la magistratura e le forze dell’ordine costruiscono quotidianamente per osteggiare ogni forma di illegalità

C’è poi un altro tratto distintivo dell’associazione criminale che non è sfuggito agli investigatori: il linguaggio criptico utilizzato per riferirsi allo stupefacente.

Per parlare della droga gli arrestati utilizzavano parole come “cavalli”, “cavallo piccolo”, “giumenta” “mezzo cavallo” “biruccino”, per indicare non solo le quantità ma anche il tipo di stupefacente ordinato, oppure “motore”, “centralina” “pezzo” per indicarne la qualità.

Dalle indagini emerge che, in alcune intercettazioni il vero oggetto del dialogo era costituito da partite di stupefacente.

Come nella conversazione telefonica intercettata tra Corrado Casella, l’uomo che a novembre 2009 aveva progettato il viaggio di approvvigionamento della cocaina e Giuseppe Coniglione, detto ‘Parrinu’ che fanno riferimento alla “rimanenza” di un “cavallo” da consegnare.

Coniglione Giuseppe:   NOOO… IL CAVALLO, MI HANNO PORTATO IL CAVALLO… LO STALLONE… PER FARE MONTARE LE GIUMENTE!

Casella Corrado:           Ah! Ti hanno portato il cavallo per montare le giumente?

Coniglione Giuseppe:   Eh! Due minuti… vabbè, comunque!

Casella Corrado:           E che debbo fare, debbo venire?

Coniglione Giuseppe:   E si! Però ora aspetta, ci possiamo vedere alla sette e mezzo (ore 19:30)! 

Casella Corrado:           Nooo..

Coniglione Giuseppe:   Io me ne debbo andare dall’avvocato ora.

Casella Corrado:           Nooo!! IO ORA SUBITO VENGO, MI METTO NELLA MACCHINA E STO VENENDO, IN VENTI MINUTI SONO LÌ!

Casella Corrado:    “MI PUTTASTI U CAVADDU… CHIDDU NICU PERÒ!” (MI HAI PORTATO IL CAVALLO QUELLO PICCOLO PERÒ!)

Virzì L. Andrea:    Si, si è perché non ho avuto il tempo per dirtelo, perché “iddu” (lui) MI DISSE CHE GIOVEDÌ POI… FACEVA… TI MANDAVA LA RIMANENZA!

Casella Corrado:  Ah! Va bene!