Università di Messina nella bufera. Scoperta un’organizzazione che influenzava le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso e agli esami con al vertice esponenti della ‘ndrangheta. La direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito ordinanze cautelare nei confronti di sei persone, indagate nell’ambito di un’inchiesta su esami ‘facili’ all’Ateneo della città dello Stretto.

Secondo gli investigatori della Dia l’organizzazione ai vertici del gruppo ci sarebbe un calabrese ritenuto legato a esponenti della ‘ndrangheta locale.

Ci sono anche un ex consigliere provinciale, Santo ‘Dino’ Galati Rando, e un docente di Statistica e matematica al dipartimento di Scienze economiche, Marcello Caratozzolo, tra i destinatari di provvedimenti restrittivi. La Dia di Catania ha eseguito, nei loro confronti, un’ordinanza agli arresti domiciliari.

I reati ipotizzati sono tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio, all’usura e al millantato credito.

I provvedimenti dell’operazione ‘Campus’, richiesti dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Liliana Todaro della Dda peloritana, coordinati dal procuratore capo Guido Lo Forte, sono in corso di esecuzione tra Messina e Brescia.

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