Per un’interpretazione erronea un’insegnante che avrebbe avuto il massimo punteggio era rimasta esclusa dalla graduatoria del concorsone. Adesso non solo è stato riconosciuto il punteggio massima, ma il giudice del lavoro di Palermo ha imposto al ministero della pubblica istruzione di assumerla a tempo indeterminato.

Protagonista della vicenda Rosaria Failla, difesa dall’avvocato Nadia Spallitta che ha avuto riconosciuto dopo un procedimento legale l’attesa assunzione. L’insegnante come disposto dal giudice del lavoro Paola Marino aveva diritto all’inserimento “a pettine” nella graduatoria ad esaurimento della Provincia di Nuoro valida per il biennio scolastico 2009 – 2011 per la scuola secondaria di secondo grado elenco di sostegno.

Il ministero aveva disposto che nel biennio 2009-2011 i docenti che trasferivano la loro posizione in un’altra provincia venissero inseriti nella graduatoria in coda a tutte le fasce. Secondo le direttive del ministero i docenti che chiedevano il trasferimento in una diversa provincia rispetto a quella in cui risultano iscritti, erano stati collocati in coda alla relativa graduatoria senza, dunque, il riconoscimento del punteggio e della posizione occupata in quella della provincia di originaria iscrizione.

Un’ingiustizia secondo l’insegnate Rosaria Failla che con questa sentenza ha avuto riconosciuto il diritto di potere insegnare. Del resto in base al punteggio ottenuto durante il concorso l’insegnante risultava prima in assoluto nella graduatoria. In base alle direttive del ministero che tendevano a privilegiare gli aspiranti insegnati della provincia, invece, andavano inserite in fondo alla graduatoria.

Il concorso rientrava in di un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente per gli anni 2007-2009 per complessive 150.000 unità, per dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere più funzionali gli assetti scolastici, di attivare azioni tese ad abbassare l’età media del persona le docente. Nella sentenza del giudice si dà conto della interpretazione corretta dello spirito della norma.

“La scelta del legislatore – si legge nella sentenza – tende a non ostacolare indirettamente la libera circolazione delle persone sul territorio nazionale. Non è possibile che solo per il biennio 2009-2011 sia valida la regola che i docenti non possono essere inseriti in altre graduatorie”.

Il diritto dell’insegnante ad essere inserita nella graduatoria di una provincia diversa da quella di appartenenza in base al principio del merito è stato peraltro ulteriormente ribadito dal Tar Lazio nella sentenza n. 10809/2008 e dal Consiglio di Stato nella sentenza 2486/2011, emesse in confronti di altra situazione simile.

“Si tratta di un diritto soggettivo pieno e perfetto – conclude la sentenza – e non certo di diritto soggettivo potenzialmente affievolito dal diritto che altri soggetti potranno vantare. La ricorrente aveva diritto ad essere collocata nelle graduatorie del biennio 2009/2011 nella posizione spettante in base al punteggio acquisito nella provincia di originaria appartenenza e doveva pertanto dimostrare che, ove il Ministero avesse correttamente attribuito il punteggio già conseguito, ella si sarebbe collocata in quella graduatoria in posizione utile”.