Ho voluto portare un messaggio di solidarieta’ ad una moschea che si e’ esposta con chiarezza dicendo che l’Islam non e’ il terrorismo, quindi chi vuole uccidere in nome di Dio non lo puo’ fare”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che nella moschea di Catania ha pregato con la comunità musulmana siciliana. Il governatore e l’Imam hanno rivolto un’invocazione per la pace dopo i tragici fatti di Parigi

“Nessuno puo’ ergersi a giudice in terra – ha aggiunto Crocetta -. L’Imam della moschea ha rivolto una condanna netta contro violenza e terrorismo. La moschea di Catania si e’ caratterizzata sempre per le azioni di dialogo e quindi io ritengo che le istituzioni debbano essere vicine. Quando qualcuno si espone mai fare una politica di isolamento”.

Dopo il momento di raccoglimento, Crocetta uscendo dalla moschea ha parlato con i giornalisti. Il governatore non si è sbottonato sulla visita che ha fatto stamani in Procura a Palermo, ripetendo quanto aveva detto ai cronisti palermitani a proposito di un ‘samba’ che qualcuno potrebbe ballare in seguito ad una sua denuncia, ma ha invece parlato di politica: “Non ci sono problemi con l’Udc per la scelta del nuovo assessore alla Funzione pubblica, dopo le dimissioni dell’assessore Castronovo”.

Crocetta ha confermato che c’è stato un incontro con i rappresentati dello Scudocrociato con i quali ‘ sono stati condivisi i criteri per individuare un nome che servirà a completare la riforma delle Province, delle Città metropolitane e della burocrazia. E’ chiaro, quindi, che deve essere un esperto del settore’.

Oggi il presidente della Regione ha anche commentato il voto di ieri in Assemblea: “L’articolo 15 dell’esercizio provvisorio approvato ieri sera dall’Ars – ha detto – è una norma molto importante. Spero che più che un contenzioso si apra con lo Stato un confronto…”.

Si tratta della norma che mette in accantonamento 1,7 miliardi di euro che lo Stato dovrebbe riconoscere alla Sicilia per le imposte di chi ha la residenza fiscale nell’Isola, ma che fa capo a enti con centri di elaborazioni delle buste paga situati altrove.

Insomma, la Regione siciliana con questa norma avoca a se le tasse sui redditi degli statali e su pensionati pagati dall’Inps. Il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone parla di “pre contenzioso”.

“Ricordiamoci che lo Stato ci toglie un miliardo dai fondi Pac, 1,7 miliardi di fiscalità che dovrebbe essere versata nelle casse della Regione, dobbiamo restituire 1,2 miliardi di euro come contributo per il risanamento della finanza pubblica. E alla fine sono quasi 4 miliardi”, lamenta Crocetta.

“Abbiamo concordato tutto insieme con l”assessore al Bilancio, Alessandro Baccei – ha detto ancora Crocetta – A Roma, spesso, non si ha la consapevolezza di una serie di vicende che sono avvenute in questi anni. Noi continuiamo a compartecipare con il 49 per cento il contributo sanitario, quando le altre regioni pagano il 42 per cento. Mi sembra assurdo, visto che siamo rientrati dalle perdite”.